“Alla ricerca del piatto perduto”: Crema di zucchine con fiocchi di Burrata e gamberi marinati

Crema di zucchine con fiocchi di Burrata e gamberi marinati.JPG

Valentina Zanotto

Ingredienti:
Due zucchine (o anche una piuttosto grossa)

Cipolla di Tropea
Brodo vegetale
Gamberi
Burrata
Succo e scorza di limone
Sale e pepe q.b.
Olio e.v.o.

Preparazione:
– Cominciare a pulire i gamberi sotto l’acqua corrente facendo attenzione a privarli del guscio e dell’intestino interno. Una volta pronti, metterli in una pirofila a marinare con dell’olio, del sale, del pepe e un po’ di scorza e succo di limone;

– In una padella, fare appassire la cipolla di Tropea insieme a un filo di olio, poi aggiungere la zucchina tagliata a tocchi (anche grossolani). Aggiustare di sale e di pepe, quindi coprire i pezzi di verdura con un paio di mestoli di brodo vegetale fino a che si saranno ben ammorbiditi (si sfalderanno a toccarli). Come ultimo passaggio, ridurre le zucchine in crema aiutandosi con un minipimer (se risulterà troppo asciutta si può sempre aggiungere del brodo);
– Far saltare velocemente sul fuoco i gamberi insieme al loro “sughetto” di marinatura;
– Una volta che tutti gli ingredienti sono pronti si può comporre il piatto: mettere la crema di zucchine in una fondina, aggiungere qua e là dei piccoli fiocchi di burrata “stracciati” con le mani e poi i gamberi. Guarnire il tutto con una grattata di pepe e della scorza di limone.

Difficoltà:
Una forchetta su tre (bassa)

Se fosse un libro:
La dolcezza delle zucchine, la golosità della burrata e la delicatezza dei gamberi. Oltre ad essere particolarmente estivo, questo piatto mi sembra anche il giusto “premio” per una giornata in cui si cerca un po’ di conforto. Bisogna sapersi ascoltare e, ogni tanto, cedere ai propri desideri: lo dice anche Santiago de L’Alchimista, il libro di Paulo Coelho (acquistabile qui al prezzo di 11,05 euro), costantemente alla ricerca della propria leggenda personale. Se poi ci aggiungete anche un po’ di pepe e di scorza di limone, questo romanzo è anche in grado di regalare la giusta dose di avventure.

L'Alchimista - P. Coelho

Trama: Impara ad ascoltare il tuo cuore: è l’insegnamento che scaturisce da questa favola spirituale e magica. Alle frontiere tra il racconto da mille e una notte e l’apologo sapienziale, “L’alchimista” è la storia di una iniziazione. Ne è protagonista Santiago, un giovane pastorello andaluso il quale, alla ricerca di un tesoro sognato, intraprende quel viaggio avventuroso, insieme reale e simbolico, che al di là dello stretto di Gibilterra e attraverso tutto il deserto nordafricano lo porterà fino all’Egitto delle piramidi. E sarà proprio durante il viaggio che il giovane, grazie all’incontro con il vecchio alchimista, salirà tutti i gradini della scala sapienziale: nella sua progressione sulla sabbia del deserto e, insieme, nella conoscenza di sé, scoprirà l’anima del mondo, l’amore e il linguaggio universale, imparerà a parlare al sole e al vento e infine compirà la sua leggenda personale. Il miraggio, qui, non è più solo la mitica pietra filosofale dell’alchimia, ma il raggiungimento di una concordanza totale con il mondo, grazie alla comprensione di quei “segni”, di quei segreti che è possibile captare solo riscoprendo un linguaggio universale fatto di coraggio, di fiducia e di saggezza che da tempo gli uomini hanno dimenticato.

È facile capire come nel mondo esista sempre qualcuno che attende qualcun altro, che ci si trovi in un deserto o in una grande città. E quando questi due esseri s’incontrano e i loro sguardi s’incrociano, tutto il passato e tutto il futuro non hanno più alcuna importanza. Esistono solo quel momento e quella straordinaria certezza che tutte le cose, sotto il sole, sono state scritte dalla stessa mano, la mano che risveglia l’Amore e che ha creato un’anima gemella per chiunque lavori, si riposi e cerchi i propri tesori sotto il sole, perché se tutto ciò non esistesse non avrebbero più alcun senso i sogni dell’umanità.

Sono affiliata ad Amazon e negli articoli ho aggiunto dei rimandi proprio a questo sito. Per ogni acquisto che farete seguendo i riferimenti che ho messo (oppure partendo da questo link generico), percepirò una commissione del 10% (massimo), ricavato che servirà per mantenere il mio sito o acquistare libri. Vi ringrazio in anticipo per qualsiasi vostro supporto.

“Alla ricerca del piatto perduto”: Spaghetti al pomodoro con cestino di Parmigiano

Spaghetti al pomodoro con cialda di Parmigiano.JPG

Valentina Zanotto

Ingredienti:
Pasta tipo “spaghetti”
Una confezione di polpa di pomodoro
Parmigiano Reggiano grattugiato
Sale e pepe q.b.
Olio e.v.o.
1 cucchiaino di zucchero
Qualche foglia di basilico

Preparazione:
– Per prima cosa fare la cialda di Parmigiano: basterà mettere un pugno di formaggio grattugiato in una padella molto calda, formando un cerchio. Una volta che il Parmigiano si sarà fuso, staccarlo delicatamente e posizionarlo su una scodella per dargli “la forma” e farlo raffreddare;
– In una pentola portare a bollore un po’ di acqua salata e quindi cuocere gli spaghetti, mentre su un altro fornello occuparsi del sugo di pomodoro (aggiustare di sale e pepe, aggiungere un cucchiaino di zucchero per togliere l’acidità e anche qualche foglia di basilico per il profumo). Una volta che gli spaghetti sono al dente, scolarli e mescolarli insieme al sugo;
– Per l’impiattamento recuperare la cialda di Parmigiano e mettere al suo interno gli spaghetti al pomodoro.

Grado di difficoltà:
Una forchetta su tre (bassa)

Se fosse un libro:
La particolarità di questa ricetta non è tanto il piatto proposto, piuttosto la presentazione. Gli spaghetti al pomodoro, in fondo, rappresentano il comfort food per eccellenza: piacciono a tutti, tutti sanno farli, mentre tanti li imitano con scarsi risultati (eviterò di farvi pensare troppo al “sugo al ketchup”, anche per il mio bene). Insomma, quando mi trovo davanti a un piatto del genere penso a un classico della letteratura che non può che unire i pareri positivi di tutti (o almeno, di tutti quelli con cui ho avuto a che fare fino ad ora): Il profumo di Patrick Süskind (acquistabile qui al prezzo di 8,50 euro). Lasciando da parte per un attimo la “stravaganza” – se così si può definire – del protagonista Jean-Baptiste Grenouille, come si fa a resistere al profumo invitante di un piatto di pasta al pomodoro?

Il profumo - P. Süskind

Trama: Nel diciottesimo secolo visse in Francia un uomo, tra le figure più geniali e scellerate di quell’epoca non povera di geniali e scellerate figure. Si chiamava Jean-Baptiste Grenouille e se il suo nome, contrariamente al nome di altri mostri geniali quali de Sade, Saint-Just, Fouché, Bonaparte, oggi è caduto nell’oblio, non è certo perché Grenouille stesse indietro a questi più noti figli delle tenebre per spavalderia, disprezzo degli altri e immoralità, bensì perché il suo genio e unica ambizione rimase in un territorio che nella storia non lascia traccia: nel fugace regno degli odori.

Il profumo ha una forza di persuasione più convincente delle parole, dell’apparenza, del sentimento e della volontà. Non si può rifiutare la forza di persuasione del profumo, essa penetra in noi come l’aria che respiriamo penetra nei nostri polmoni, ci riempie, ci domina totalmente, non c’è modo di opporvisi.

Sono affiliata ad Amazon e negli articoli ho aggiunto dei rimandi proprio a questo sito. Per ogni acquisto che farete seguendo i riferimenti che ho messo (oppure partendo da questo link generico), percepirò una commissione del 10% (massimo), ricavato che servirà per mantenere il mio sito o acquistare libri. Vi ringrazio in anticipo per qualsiasi vostro supporto.

“Alla ricerca del piatto perduto”: Caprese in bicchiere

Caprese in bicchiere.JPG

Valentina Zanotto

Ingredienti
Una mozzarella di bufala (se non l’avete, va bene anche quella di latte vaccino)
Pomodori datterino
Qualche foglia di basilico
Olio e.v.o. e sale q.b.

Preparazione:
– Lavare e asciugare i pomodori datterino, poi tagliarli in quattro parti (o se preferite anche a fettine sottili), quindi metterli in un recipiente e condirli con un pizzico di sale, olio e.v.o e del basilico spezzettato;
– Prendere la mozzarella di bufala e farla a tocchetti (anche con le mani, giusto per rendere i pezzi sfilacciati e irregolari);
– Comporre il bicchiere alternando uno strato di pomodori datterino e mozzarella, poi guarnire con un filo di olio e.v.o. a crudo e una fogliolina di basilico.

Grado di difficoltà:
Una forchetta su tre (bassa)

Se fosse un libro:
Questo piatto mi fa pensare all’estate, a quel periodo in cui si desidera spesso mangiare qualcosa di fresco e non troppo impegnativo, ma gustoso. Il libro a cui ho pensato non è solamente una lettura leggera e “da ombrellone”, ma anche qualcosa che si lega perfettamente al tempo impiegato per fare questa ricetta: sto parlando di Per dieci minuti di Chiara Gamberale (acquistabile qui al prezzo di 7,65 euro). Se volete seguire la “filosofia” raccontata in questo libro, prendetevi del tempo per fare qualcosa che mai avreste pensato di fare, come ad esempio servire mozzarella e pomodori in un bicchiere!

Per dieci minuti - C. Gamberale

Trama: Dieci minuti al giorno. Tutti i giorni. Per un mese. Dieci minuti per fare una cosa nuova, mai fatta prima. Dieci minuti fuori dai soliti schemi. Per smettere di avere paura. E tornare a vivere. Tutto quello con cui Chiara era abituata a identificare la sua vita non esiste più. Perché, a volte, capita. Capita che il tuo compagno di sempre ti abbandoni. Che tu debba lasciare la casa in cui sei cresciuto. Che il tuo lavoro venga affidato a un altro. Che cosa si fa, allora? Rudolf Steiner non ha dubbi: si gioca. Chiara non ha niente da perdere, e ci prova. Per un mese intero, ogni giorno, per almeno dieci minuti, decide di fare una cosa nuova, mai fatta prima. Lei che è incapace anche solo di avvicinarsi ai fornelli, cucina dei pancake, cammina di spalle per la città, balla l’hip-hop, ascolta i problemi di sua madre, consegna il cellulare a uno sconosciuto. Di dieci minuti in dieci minuti, arriva così ad accogliere realtà che non avrebbe mai immaginato e che la porteranno a scelte sorprendenti. Da cui ricominciare. Chiara Gamberale racconta quanto il cambiamento sia spaventoso, ma necessario. E dimostra come, un minuto per volta, sia possibile tornare a vivere.

«E a che serve questo gioco dei 10 minuti?»
«Boh, la dottoressa non me l’ha spiegato. Credo serva fondamentalmente a impegnarmi la testa, a riempire il vuoto e a fare ordine nella confusione che mi ritrovo al posto della vita.»

Sono affiliata ad Amazon e negli articoli ho aggiunto dei rimandi proprio a questo sito. Per ogni acquisto che farete seguendo i riferimenti che ho messo (oppure partendo da questo link generico), percepirò una commissione del 10% (massimo), ricavato che servirà per mantenere il mio sito o acquistare libri. Vi ringrazio in anticipo per qualsiasi vostro supporto.

“Alla ricerca del piatto perduto”: Petto di pollo impanato con rucola e pomodori

Petto di pollo impanato

Valentina Zanotto

Ingredienti:
Petto di pollo a fette
Uova fresche
2 cucchiai di latte
Pan grattato
Formaggio grattugiato
Rucola
Qualche fetta di pomodoro
Sale, olio di semi (per friggere)

Preparazione:
– Prendere due fondine: in una mettere del pan grattato con il formaggio, nell’altra le uova fresche sbattute, due cucchiai di latte e un pizzico di sale. Passare il petto di pollo a fette prima nelle uova, poi nel pan grattato, quindi friggere in olio di semi (fare attenzione che sia alla temperatura giusta);
– Una volta pronte tutte le bistecche impanate, si possono servire così, alla maniera semplice, oppure con della rucola e dei pomodori tagliati come ho fatto io (giusto per “sgrassarle” un po’).

Grado di difficoltà:
Una forchetta su tre (bassa)

Se fosse un libro:
Una ricetta semplice e allo stesso tempo golosa, un modo per dare un sapore diverso alla leggerezza del petto di pollo. Con questa ricetta ho pensato a una lettura emozionante, capace di toccare l’animo con la sua profonda leggerezza. E’ un “classico” da leggere almeno una volta nella vita, e anche un libro spensierato e di formazione in grado di regalare sempre qualcosa, qualsiasi siano le volte che lo si legge: Siddharta di Hermann Hesse (acquistabile qui al prezzo di 10,20 euro).

Siddharta - H. Hesse

Trama: Chi è Siddharta? È uno che cerca, e cerca soprattutto di vivere intera la propria vita. Passa di esperienza in esperienza, dal misticismo alla sensualità, dalla meditazione filosofica alla vita degli affari, e non si ferma presso nessun maestro, non considera definitiva nessuna acquisizione, perché ciò che va cercato è il tutto, il misterioso tutto che si veste di mille volti cangianti. E alla fine quel tutto, la ruota delle apparenze, rifluirà dietro il perfetto sorriso di Siddharta, che ripete il “costante, tranquillo, fine, impenetrabile, forse benigno, forse schernevole, saggio, multirugoso sorriso di Gotama, il Buddha, quale egli stesso l’aveva visto centinaia di volte con venerazione”. Siddharta è senz’altro l’opera di Hesse più universalmente nota. Questo breve romanzo di ambiente indiano, pubblicato per la prima volta nel 1922, ha avuto infatti in questi ultimi anni una strepitosa fortuna. Prima in America, poi in ogni parte del mondo, i giovani lo hanno riscoperto come un loro testo, dove non trovavano solo un grande scrittore moderno ma un sottile e delicato saggio, capace di dare, attraverso questa parabola romanzesca, un insegnamento sulla vita che evidentemente i suoi lettori non incontravano altrove.

A volte percepiva, nella profondità dell’anima, una voce lieve, spirante, che piano lo ammoniva, piano si lamentava, così piano ch’egli appena se ne accorgeva. Allora si rendeva conto per un momento che viveva una strana vita, che faceva cose ch’erano un mero gioco, che certamente era lieto e talvolta provava gioia, ma che tuttavia la vita vera e propria gli scorreva accanto senza toccarlo. Come un giocoliere con i suoi arnesi, così egli giocava coi propri affari e con gli uomini che lo circondavano, li osservava, si pigliava spasso di loro: ma col cuore, con la fonte dell’essere suo, egli non era presente a queste cose. E qualche volta rabbrividì a simili pensieri, e si augurò che anche a lui fosse dato di partecipare con la passione di tutto il suo cuore a questo puerile travaglio quotidiano, di vivere realmente, di agire realmente e di godere e di esistere realmente, e non solo star lì come uno spettatore. 

Sono affiliata ad Amazon e negli articoli ho aggiunto dei rimandi proprio a questo sito. Per ogni acquisto che farete seguendo i riferimenti che ho messo (oppure partendo da questo link generico), percepirò una commissione del 10% (massimo), ricavato che servirà per mantenere il mio sito o acquistare libri. Vi ringrazio in anticipo per qualsiasi vostro supporto.

“Alla ricerca del piatto perduto”: Linguine con pomodori confit e pan grattato

Linguine con pomodori confit e pan grattato

Valentina Zanotto

Ingredienti:
Pasta tipo “linguine”;
Pomodori;
1-2 cucchiaini di zucchero;
Una manciata di pan grattato;
1 filetto di acciuga;
Erbe aromatiche (salvia, rosmarino, basilico e origano);
Sale, olio e.v.o. q.b.

Preparazione:
– Per prima cosa tagliare a piccoli spicchi i pomodori, quindi metterli su una teglia rivestita di carta da forno, condirli con le erbe aromatiche tagliuzzate, il sale e un filo d’olio. Infornare a 160° per circa un’ora, un’ora e un quarto;
– Portare a bollore dell’acqua calda salata e cuocere le linguine;
– Mettere in una padella i pomodori pronti, una manciata di pan grattato, il filetto di acciuga “sbriciolato” e un mestolo dell’acqua di cottura. Una volta pronte le linguine, aggiungerle al “sughetto” e amalgamare il tutto. Ultimare il piatto con del basilico fresco tagliato fine e una spolverata di pan grattato.

Grado di difficoltà:
Una forchetta su tre (bassa)

Se fosse un libro:
Non la semplice “pasta al pomodoro”, ma qualcosa di più, resa particolare e gustosa dai pomodori confit. Ho pensato a un libro reso indimenticabile dalla presenza di un personaggio senza il quale, la lettura, non sarebbe stata sicuramente la stessa: La svastica sul sole di P. K. Dick. Mi viene difficile immaginare questo romanzo fantascientifico senza Juliana, cioè colei che tiene insieme tutti i personaggi come fa intuire un po’ la sua spilla. Allo stesso modo, cosa sarebbe l’esistenza senza un bel po’ di carboidrati, una volta ogni tanto?

La svastica sul sole (P. K. Dick)

Trama: Le forze dell’Asse hanno vinto la seconda guerra mondiale e l’America è divisa in due parti, l’una asservita al Reich, l’altra ai Giapponesi. Sul resto del mondo incombe una realtà da incubo: il credo della superiorità razziale ariana è dilagato a tal punto da togliere ogni volontà o possibilità di riscatto. L’Africa è ridotta a un deserto, vittima di una soluzione radicale di sterminio, mentre in Europa l’Italia ha preso le briciole e i Nazisti dalle loro rampe di lancio si preparano a inviare razzi su Marte e bombe atomiche sul Giappone. Sulla costa occidentale degli Stati Uniti i Giapponesi sono ossessionati dagli oggetti del folklore e della cultura americana, e tutto sembra ruotare intorno a due libri: il millenario I Ching, l’oracolo della saggezza cinese, e il bestseller del momento, vietato in tutti i Paesi del Reich, un testo secondo il quale l’Asse sarebbe stato in realtà sconfitto dagli Alleati. 

«Credo che abbia avuto molto coraggio», disse Juliana, «a scrivere quel libro. Se l’Asse avesse perso la guerra, noi potremmo dire e scrivere quello che ci pare, come facevamo prima; saremmo un paese unito e avremmo un sistema equo, uguale per tutti.»

Sono affiliata ad Amazon e negli articoli ho aggiunto dei rimandi proprio a questo sito. Per ogni acquisto che farete seguendo i riferimenti che ho messo (oppure partendo da questo link generico), percepirò una commissione del 10% (massimo), ricavato che servirà per mantenere il mio sito o acquistare libri. Vi ringrazio in anticipo per qualsiasi vostro supporto.

“Alla ricerca del piatto perduto”: Crostata con la marmellata di albicocche

Crostata con la marmellata di albicocche

Valentina Zanotto

Ingredienti:
300 g di farina;
80 g di zucchero;
2 uova;
120 g di burro (a temperatura ambiente);
Scorza di limone grattugiata;
1 vasetto di marmellata di albicocche (o del gusto che preferite) 

Preparazione:
– Per fare la pasta frolla unire la farina, le uova, lo zucchero e il burro ammorbidito, poi profumare con la scorza di limone. Una volta ottenuto un panetto liscio e omogeneo, avvolgerlo con la pellicola e lasciarlo riposare in frigorifero per una mezz’oretta;
– Lasciato passare il tempo di riposo, togliere la pasta frolla dal frigorifero e cominciare a lavorarla con le mani in modo tale che si “scaldi” un po’. Poi stenderla con un matterello e ricavare anche delle strisce che serviranno per creare la “griglia” della crostata;
– Prendere una teglia da forno circolare non troppo grande e stenderci sopra la pasta frolla tirata, poi versarci sopra la marmellata e ultimare la crostata aggiungendo anche le strisce creando una specie di “grata incrociata”;
– Infornare per 50-60 minuti a 170° e servire la crostata una volta che si è raffreddata.

Grado di difficoltà:
Due forchette su tre (media)

Se fosse un libro:
La crostata è quel dolce che piace a tutti, immancabile per una buona merenda insieme a del tè caldo o un caffè. Il libro a cui ho pensato (perché no, da leggere proprio durante questi momenti per sé) è L’amore ai tempi del colera di Gabriel García Márquez (acquistabile qui al prezzo di 11,90 euro), un classico e capolavoro della letteratura dove l’amore si unisce all’attesa e l’atmosfera calda dell’America del sud accompagna il lettore in un turbinio di passione e parole.

L'amore ai tempi del colera - G. G. Marquez

Trama: Per cinquantun anni, nove mesi e quattro giorni Fiorentino Ariza ha perseverato nel suo amore per Fermina Daza, la più bella ragazza dei Caraibi, senza mai vacillare davanti a nulla, resistendo alle minacce del padre di lei e senza perdere le speranze neppure di fronte al matrimonio d’amore di Fermina con il dottor Urbino. Un eterno incrollabile sentimento che Fiorentino continua a nutrire contro ogni possibilità fino all’inattesa, quasi incredibile, felice conclusione. Una storia d’amore e di speranza con la quale, per una volta, Gabriel García Márquez abbandona la sua abituale inquietudine e il suo continuo impegno di denuncia sociale per raccontare un’epopea di passione e di ottimismo. Un romanzo atipico da cui emergono il gusto intenso per una narrazione corposa e fiabesca, le colorate descrizioni dell’assolato Caribe e della sua gente. Un affresco nel quale, non senza ironia, si dipana mezzo secolo di storia, di vita, di mode e abitudini, aggiungendo una nuova folla di protagonisti a una tra le più straordinarie gallerie di personaggi della letteratura contemporanea.

Capita che sfiori la vita di qualcuno, ti innamori e decidi che la cosa più importante è toccarlo, viverlo, convivere le malinconie e le inquietudini, arrivare a riconoscersi nello sguardo dell’altro, sentire che non ne puoi più fare a meno. E cosa importa se per avere tutto questo devi aspettare cinquantun anni nove mesi e quattro giorni notti comprese?

Sono affiliata ad Amazon e negli articoli ho aggiunto dei rimandi proprio a questo sito. Per ogni acquisto che farete seguendo i riferimenti che ho messo (oppure partendo da questo link generico), percepirò una commissione del 10% (massimo), ricavato che servirà per mantenere il mio sito o acquistare libri. Vi ringrazio in anticipo per qualsiasi vostro supporto.

“Alla ricerca del piatto perduto”: Salmone al pepe rosa con “falsa” salsa Tzatziki

Salmone al pepe rosa con falsa salsa Tzatsiki

Valentina Zanotto

Ingredienti:
Tranci di salmone;
Yogurt greco;
Un cetriolo;
Pepe rosa in grani;
Un cucchiaio di aceto;
Succo di limone;
Olio e.v.o. e sale q.b.

Preparazione:
– Prendere i tranci di salmone e toccarli per vedere se sono presenti ancora delle spine (in caso, toglierle aiutandosi con una apposita pinzetta), quindi tagliarli a tocchetti e metterli in una pirofila con all’interno la marinatura (olio, sale, succo di limone e pepe rosa leggermente sbriciolato per rilasciare il sapore) per una decina di minuti;
– Preparare la “falsa” salsa Tzatziki mescolando tra di loro lo yogurt greco, il cetriolo sminuzzato con una grattugia (e strizzato un po’ con un panno per togliere l’acqua in eccesso), un cucchiaio di aceto e dell’olio e.v.o.;
– Riprendere i tocchetti di salmone marinati e cuocerli in padella;
– In un piatto da portata fare delle quenelle di salsa e poi adagiarci sopra il salmone cotto (non dimenticandosi di insaporire con la marinatura!)

Grado di difficoltà:
Due forchette su tre (media)

Se fosse un libro:
Un piatto leggero, ma con un gusto saporito. Il pepe rosa dona un tocco orientale, mentre la salsa fatta con lo yogurt greco “sgrassa” la bocca dal salmone e offre un senso di freschezza. Questi sapori mi fanno pensare a un romanzo piacevole e allo stesso tempo intrigante, una lettura in cui i momenti “leggeri” sono affiancati a quelli più spumeggianti e accesi: L’amore non è mai una cosa semplice di Anna Premoli.

L'amore non è mai una cosa semplice - A. Premoli

Trama: Lavinia desiderava tanto insegnare, ma dopo la maturità si è lasciata convincere dai genitori e si è iscritta a Economia. Ormai al suo quinto anno alla Bocconi, si trova coinvolta in un insolito progetto: uno scambio con degli ingegneri informatici del Politecnico. Lo scopo? Creare una squadra con uno studente mai visto prima, proprio come potrebbe capitare in un ambiente di lavoro. Peccato che Lavinia non abbia alcun interesse per il progetto. E che, per sua sfortuna, si trovi a far coppia con un certo Sebastiano, ancor meno intenzionato di lei a collaborare. E così, quando la fase operativa ha inizio e le sue amiche cominciano a lavorare in tandem, Lavinia è sola. Ma come si permette quel tipo assurdo – a detta di tutti un fuoriclasse dell’informatica – di piantarla in asso, per giunta senza spiegazioni? Lavinia non ha scelta: non lo sopporta proprio, ma se vuole ottenere i suoi crediti all’esame, dovrà inventarsi un modo per convincerlo a collaborare. Ma quale?

«Ok, se proprio vuoi saperlo, la frase che mi è balenata in mente, mentre ti osservavo salire le scale, è stata: “Fantastica ragazza, eh? Non so se ucciderla o innamorarmi di lei”», mi svela con fare enigmatico.

Sono affiliata ad Amazon e negli articoli ho aggiunto dei rimandi proprio a questo sito. Per ogni acquisto che farete seguendo i riferimenti che ho messo (oppure partendo da questo link generico), percepirò una commissione del 10% (massimo), ricavato che servirà per mantenere il mio sito o acquistare libri. Vi ringrazio in anticipo per qualsiasi vostro supporto.