“Alla ricerca del piatto perduto”: Frisella condita

 

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Valentina Zanotto

Ingredienti (per 4 persone):
8 friselle (io le ho scelte integrali)
5 pomodori ramati ben maturi
20 capperi
5 filetti d’acciuga
Qualche foglia di basilico
2 bicchiere di acqua
Sale q.b.
Olio e.v.o.

Preparazione:
Prendere le friselle e romperle a pezzi (meglio ancora se si hanno delle friselle già rotte e di cui non si sa cosa fare), quindi metterle in un recipiente piuttosto capiente e versarci sopra “a giro” i due bicchieri di acqua. Aggiustare di sale.

Fare a tocchetti i pomodori, tagliare a metà i capperi e sminuzzare i filetti di acciuga. Una volta che tutti gli ingredienti sono pronti, unirli ai pomodori. Completare con il basilico spezzettato a mano, condire con dell’olio e.v.o. e dare una bella mescolata. L’ideale sarebbe lasciare insaporire le friselle per una mezz’oretta; se volete servirle in una maniera simpatica, utilizzate dei barattoli con chiusura ermetica.

Grado di difficoltà:
Una forchetta su tre (bassa)

Se fosse un libro:

Il luogo più interessante era il torrente, a cui mia madre ci portava tutte le mattine, a prendere il sole e a diguazzare nell’acqua limpida mentre lei lavorava a maglia all’ombra di un salice. Lo si poteva guadare senza pericolo da sponda a sponda, e albergava animali mai visti. Sul fondo, strisciavano insetti neri che sembravano grosse formiche […]. A mezz’aria si libravano libellule meravigliose, dai riflessi turchini, metallici; metallico e meccanico era anche il loro ronzio. Erano piccole macchine da guerra: a un tratto calavano come dardi su un’invisibile preda. Sui lembi di sabbia asciutta correvano scarabei verdi, agilissimi, e si aprivano le trappole coniche dei formicaleoni. [Dal racconto Ranocchi sulla luna, p. 113]

Molti animali, dalle strutture più diverse, ostentano colori vivaci e hanno carni di sapore disgustoso, oppure sono velenosi: ad esempio i pesci dorati e le coccinelle, o rispettivamente le vespe e certi serpenti. I colori vistosi servono come segnali e avviso, affinché i predatori li riconoscano da lontano e, ammaestrati da precedenti esperienze, si astengano dall’assalirli. Esiste un parallelo comportamento umano? In generale, l’uomo nocivo tende piuttosto a confondersi entro la maggioranza, per sottrarsi all’identificazione; ma non fa così quando è o si sente superiore alla legge. [Dal racconto Romanzi dettati dai grilli, p. 126]

Pochi ingredienti, sostituibili a seconda dei gusti e da preparare in poco tempo: come quando si ha voglia di leggere qualcosa di breve e che può cambiare a seconda dell’ispirazione del momento. Come non pensare a una raccolta di racconti? In questo caso quelli contenuti in Ranocchi sulla luna (e altri animali), opera firmata Primo Levi e contenente un numeroso repertorio zoologico di fantasia e curiosità. Leggendo questi testi brevi si viene proiettati in un mondo di emozioni in cui non sono gli umani a parlare, ma le creature con le zampe. Ogni racconto impiega poco tempo di lettura – un po’ come la preparazione di queste friselle – ma ciascuno è in grado di trasmettere un messaggio unico e particolare. Da leggere, soprattutto per conoscere un “inedito” Primo Levi.

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Titolo: Ranocchi sulla luna e altri animali
Autore: Primo Levi
Editore: Einaudi
Lunghezza: 234 pagine
Prezzo: 12 euro
Trama: Gabbiani, giraffe, talpe, formiche, dromedari, elefanti, farfalle, scoiattoli, ragni, buoi, ranocchi, corvi, topi, chiocciole. Nelle pagine di Primo Levi gli animali non rappresentano una curiosità marginale o un divertimento accessorio, ma sono parte integrante del suo immaginario e della sua moralità: rappresentano un diverso modo di parlare delle scelte che ogni uomo deve affrontare. Primo Levi è affascinato dalle capacità con cui esseri d’ogni specie, compresi i parassiti, hanno risposto alle difficoltà dell’ambiente elaborando soluzioni ingegnose, quasi altrettante filosofie di vita. “Ci sono animali enormi e minuscoli, estremamente forti ed estremamente deboli, audaci e fuggitivi, veloci e lenti, astuti e sciocchi, splendidi e orrendi”, ma proprio uscendo dall’isola umana uno scrittore può scoprire una miniera di storie possibili, ricca di metafore, simboli, allegorie. Sino dalla fine degli anni Cinquanta Primo Levi ha dedicato loro racconti, articoli, interviste immaginarie e poesie, in cui ha messo a frutto l’acutezza delle sue osservazioni, e la curiosità di uno sguardo sorridente e pensoso, mai sentimentale o antropomorfo. L’insuperabile analista del “termitaio” del Lager si è rivelato anche un brillante zoologo ed etologo, capace di aprire al lettore orizzonti inconsueti.
Per acquistarlo: clicca qui (al prezzo di 10,20 euro)

Sono affiliata ad Amazon e negli articoli ho aggiunto dei rimandi proprio a questo sito. Per ogni acquisto che farete seguendo i riferimenti che ho messo (oppure partendo da questo link generico), percepirò una commissione del 10% (massimo), ricavato che servirà per mantenere il mio sito o acquistare libri. Vi ringrazio in anticipo per qualsiasi vostro supporto.

L’effetto farfalla raccontato da Ray Bradbury

L’effetto farfalla, scientificamente parlando, prende le basi dalla “teoria del caos”, ipotizzata ufficialmente negli anni Settanta dal fisico Edward Lorenz e basata sull’idea che anche il disordine abbia le sue regole. Sostanzialmente, l’opinione è quella secondo cui dietro la semplicità e l’apparenza di un ordine prestabilito si trovi nascosto qualcosa di inconoscibile per cui non solo un evento vicino può avere conseguenze anche lontane, ma che variando le condizioni iniziali di un certo sistema quest’ultimo si evolverà quasi certamente in maniera inaspettata. Ma da dove deriva a sua volta questo pensiero? Per dare risposta a questa domanda bisogna tornare indietro al 1952 e citare il romanzo A Sound of Thunder di Ray Bradbury, un testo breve – ma veramente significativo – che ha avuto notevoli influenze culturali. Basti pensare a The Butterfly Effect, un film di fantascienza del 2004 diretto da Eric Bress e J. Mackye Gruber, che si apre con la celebre frase, offerta da una voce fuori campo, «Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo»; ma anche al meno conosciuto Il risveglio del tuono di Peter Hyams del 2005. 

FRANCE-LIBYA/

Immagine presa dal web

Ritornando al romanzo di Bradbury, invece, è proprio la camminata non prevista di un cacciatore su una Terra di milioni di anni fa (avvenuta durante un safari indietro nel tempo) ad aver portato alla creazione di un nuovo futuro diverso da quello previsto. Molti conoscono l’autore statunitense soprattutto per Fahrenheit 451 o Cronache marziane, poco per i suoi racconti, altrettanto interessanti da essere considerati ciò che di nascosto si trova sotto la punta dell’iceberg-mondo fantascientifico da lui narrato. Rumore di tuono è proprio tra questi, ma per “immergerci” meglio in questo testo, ecco alcune citazioni e la trama.

La scritta sul muro sembrò baluginare, come sotto una pellicola d’acqua calda in movimento. Eckels si sentì battere le palpebre sulla fissità degli occhi, e in quella momentanea oscurità la scritta arse:

SAFARI NEL TEMPO, INC.
SAFARI IN QUALUNQUE ANNO DEL PASSATO.
VOI SCEGLIETE L’ANIMALE.
NOI VI PORTIAMO LÀ.
VOI SPARATE.

Un muco caldo si raggrumò nella gola di Eckels, che inghiottì per mandarlo giù. I muscoli attorno alla sua bocca formarono un sorriso, mentre tendeva lentamente la mano nell’aria, e in quella mano sventolava un assegno di diecimila dollari verso l’uomo seduto alla scrivania.

Nel 2055 il mondo non è affatto come ci si potrebbe aspettare; oltre al nuovo presidente americano Keith, per i cacciatori che hanno nostalgia del passato esiste la possibilità di fare dei viaggi nel tempo per uccidere animali estinti. Ovviamente non in maniera gratuita, ma con un cospicuo pagamento che ammonta a 10.000 dollari. Uno dei personaggi di questo racconto è Eckels: non si accontenta di uccidere animaletti semplici, vuole un T Rex, una grandiosa uccisione per soddisfare le sue enormi manie di protagonismo. In teoria non ci sarebbe nulla in contrario, l’unica regola è che l’animale sia già destinato alla morte per non rischiare di modificare in maniera irrimediabile il futuro. Ma Bradbury non fa tutto semplice, anzi, inserisce degli elementi che fanno capire quanto sia azzardato giocare con il destino e il tempo, entità misteriose e ingestibili. Eckels vuole fare di testa sua, poco gli importa delle regole e delle guide: non solo ha un incontro-scontro con un T Rex che non dovrebbe morire in quel momento, ma cammina sulla “passerella” su cui è severamente vietato mettere piede. Queste due azioni, apparentemente insignificanti, sono destinate però ad avere enormi conseguenze, d’altronde – ci fa capire Bradbury – non si scherza con ciò che è più grande di noi, soprattutto se sfugge a qualsiasi controllo. Dopo aver cercato di salvare il salvabile – ma senza troppo successo – Eckels e le guide ritornano al loro tempo presente. Il mondo sembra come prima, apparentemente. Il protagonista, nonostante il racconto sia breve, riesce a mostrarsi in tutto il suo peggio: è una persona arrogante ed egoista, e questo lo dimostra anche quando si rifiuta di pulire gli stivali completamente sporchi di fango a causa di quanto successo durante il safari. Neanche a farlo apposta, è proprio sulla suola che si nasconde la variazione della storia. Là dove sembrava esserci solo acqua mista a terra, infatti, in realtà c’è una farfalla, proveniente non solo da quel delicato e suscettibile passato, ma anche morta prima del suo tempo. Però ormai è troppo tardi, il mondo non è più lo stesso.

Incastrata nel fango, emettendo un luccichio verde, dorato e nero, c’era una farfalla, molto bella, e molto morta.
«Non una cosa così piccola! Non una farfalla!» gridò Eckels.
La farfalla cadde sul pavimento, una cosa squisita, una piccola cosa che poteva sconvolgere gli equilibri e distruggere una fila di piccoli esseri e poi di grandi esseri e poi di giganteschi esseri, attraverso gli anni e il Tempo. La mente di Eckels vorticava. Non poteva aver cambiato le cose. Uccidere una farfalla non poteva essere così importante! No? […]
Non si mosse. Gli occhi chiusi, aspettò, tremando. Sentì Travis respirare forte nella stanza. Sentì Travis spostare il fucile, alzare la sicura, puntare l’arma.
Poi, un rumore di tuono.

Per saperne di più:

Ray Bradbury - Cento racconti

Titolo: Cento racconti. Autoantologia 1943-1980
Autore: Ray Bradbury
Editore: Mondadori
Lunghezza: 1372 pagine
Prezzo: 24 euro
Trama: «I racconti sono qui. Ce ne sono cento, quasi quarant’anni della mia vita. Contengono metà delle verità sgradevoli sospettate a mezzanotte e metà di quelle gradevoli riscoperte a mezzogiorno». Con queste parole Ray Bradbury ha suggellato la sua prima imponente antologia di racconti, uscita nel 1980 da Knopf con il titolo «The stories of Ray Bradbury». Scelte e ordinate dall’autore, queste cento storie disegnano un percorso affascinante nella produzione di Bradbury, scrittore poliedrico e al tempo stesso fedelissimo alle sue passioni e all’idea di arte come suprema forma di felicità. Tra i racconti campeggia, anzitutto, la fantascienza – una “fantascienza umanistica” che diventa riflessione morale sul presente, di cui mette in luce le contraddizioni – ma non solo: accanto alle storie ambientate nello spazio troviamo quelle dedicate a una stirpe americana di vampiri, racconti di dinosauri, avventure di viaggiatori nel tempo, robot che si fingono esseri umani, zombie, scheletri, adolescenti assassini, fenomeni da baraccone. L’intero continente del fantastico è battuto palmo a palmo sullo sfondo di quella provincia americana delle small towns di cui Bradbury è stato impareggiabile cantore, feroce e nostalgico insieme.
Per acquistarlo: clicca qui (al prezzo di 20,40 euro)
Per leggere solo Rumore di tuono: clicca qui

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“Alla ricerca del piatto perduto”: Spaghettini con funghi champignon e crema di ricotta

Spaghettini con champignon e crema di ricotta.JPG

Valentina Zanotto

Ingredienti (per 4 persone)
320 g di “spaghettini”
250 g di funghi champignon freschi
1 spicchio di aglio
2-3 ciuffi di prezzemolo
Sale e pepe q.b.
Olio e.v.o.

Per la crema di ricotta:
150 g di ricotta
20 g di parmigiano
Sale e pepe q.b.

Preparazione:
Pulire i funghi champignon con cura (privandoli della “pellicina” sul cappello e della terra sul gambo) e tagliarli a fettine; quindi porli in una padella in cui si è fatto imbiondire lo spicchio d’aglio con l’olio e.v.o. Farli insaporire per bene mescolandoli di tanto in tanto e solo a fine cottura aggiungere il prezzemolo tagliato finemente (una volta che l’aglio avrà fatto il suo dovere, si può togliere; se invece siete amanti del suo sapore, vi suggerisco di cuocere i funghi con l’aglio sminuzzato).

Per fare la crema, mettere in una terrina la ricotta, il parmigiano, il sale e il pepe, poi frullare il tutto con il minipimer. A piacere si può aggiungere anche mezzo mestolo di acqua di cottura. Una volta che il composto avrà la consistenza di una crema, metterlo da parte.

Portare a bollore l’acqua salata e buttare gli “spaghettini”. Scolarli al dente e rovesciarli nella padella in cui, precedentemente, sono stati cotti i funghi. Farli saltare per amalgamarli, quindi aggiungere anche la crema di ricotta continuando a mescolare la pasta (il tutto a fuoco spento). Impiattare e servire gli spaghetti ancora caldi.

Grado di difficoltà:
Una forchetta su tre (bassa)

Se fosse un libro:

Aveva visto i camosci saltare i precipizi in piena corsa, uno dietro l’altro eseguendo l’identica sequenza di passi nello slancio da una sponda all’altra. Il loro salto era un rammendo tra due bordi, un punto di sutura sopra il vuoto. C’entrava l’invidia per la superiorità della bestia, da cacciatore ammetteva la bassezza che inventa l’espediente, l’agguato da lontano. Senza certezza di inferiorità manca la spinta a mettersi all’altezza.
Diverso è il pescatore, che non invidia nessuna abilità del pesce, vuole invece sconfiggerle. È predatore che cattura in massa, non insegue un esemplare solo, tranne Achab in Moby Dick. Né carica la bestia sulle spalle. Il pescatore è opposto.

Anche se all’apparenza sembrerebbe una ricetta autunnale, i funghi champignon ci dicono che possiamo cucinare questo piatto anche nel periodo estivo (e se la giornata è stata “buttata giù” da un po’ di pioggia o da un temporale tanto meglio, questo comfort food è pronto per arrivare in soccorso). I funghi, generalmente, mi fanno pensare alla montagna, a qualche sentiero coperto di foglie oppure a una camminata all’ombra degli alberi. Ecco perché ho pensato di abbinare i miei “spaghettini” a un romanzo in cui questo tortuoso paesaggio si mescola all’introspezione e alla poesia. Il peso della farfalla di Erri De Luca è un racconto – ma anche una favola – in cui natura e uomo si incontrano e si scontrano: sullo sfondo proprio la montagna di un camoscio e di un cacciatore che vuole ucciderlo.

Il peso della farfalla - Erri De Luca

Titolo: Il peso della farfalla
Autore: Erri De Luca
Editore: Feltrinelli
Lunghezza: 70 pagine
Prezzo: 7 euro
Trama: Il re dei camosci è un animale ormai stanco. Solitario e orgoglioso, da anni ha imposto al branco la sua supremazia. Forse è giunto il tempo che le sue corna si arrendano a quelle di un figlio più deciso. E novembre, tempo di duelli: è il tempo delle femmine. Dalla valle sale l’odore dell’uomo, dell’assassino di sua madre. Anche l’uomo, quell’uomo, era in là negli anni, e gran parte della sua vita era passata a cacciare di frodo le bestie in montagna. E anche quell’uomo porta, impropriamente, il nome di “re dei camosci” – per quanti ne aveva uccisi. Ha una Trecento magnum e una pallottola da undici grammi: non lasciava mai la bestia ferita, l’abbatteva con un solo colpo. Erri De Luca spia l’imminenza dello scontro, di un duello che sembra contenere tutti i duelli. Lo fa entrando in due solitudini diverse: quella del grande camoscio fermo sotto l’immensa e protettiva volta del cielo e quella del cacciatore, del ladro di bestiame, che non ha mai avuto una vera storia da raccontare per rapire l’attenzione delle donne, per vincere la sua battaglia con gli altri uomini. “In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove,” dice De Luca. E qui si racconta, per l’appunto, di questi due animali che si fronteggiano da una distanza sempre meno sensibile, fino alla pietà di un abbraccio mortale.
Per acquistarlo: clicca qui (al prezzo di 5,95 euro)

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Letture in fiore

Libro Fiore

Il significato di un fiore cambia a seconda che lo si indossi fra i capelli, all’occhiello, inserito nel décolleté, che lo si porga con la mano destra o con la sinistra, che lo si presenti da solo o inserito in un bouquet. È l’accostamento con altri fiori a determinarne le “parole”: se un fiore che significa “per sempre” viene inserito in un mazzo di fiori che significano “amore”, il messaggio sarà “ti amerò per sempre”; ma se viene inserito in un bouquet con fiori che significano “ricordo” e altri che significano “odio”, il messaggio sarà chiaro: “ti odierò per sempre e di te mi resteranno solo cattivi ricordi”. Un fiore come l’erica, che significa solitudine, ma anche fortuna, se accostato a un fiore come la primula, che può significare malinconia, dice “sei solo/a e triste”, ma se la stessa erica viene offerta con rose rosa, il cui significato è “successo”, il messaggio sarà “ti auguro tanto successo e fortuna”. (Da Linguaggio e significato dei fiori, Daphne & Cloe)

Il linguaggio dei fiori (florigrafia) è stato un modo unico di comunicazione molto diffuso e utilizzato nell’Ottocento, soprattutto perché, proprio in quel periodo, certe composizioni floreali servivano per esprimere emozioni che non sempre potevano essere dette apertamente. Oggi – purtroppo – questo linguaggio appare quasi del tutto dimenticato (se non in alcuni casi sporadici che coinvolgono prevalentemente gli appassionati), ma al tempo poteva essere definito come un vero e proprio modo di “comunicare tra le righe”.

La tradizione di ricorrere ai fiori per una lingua del cuore risale alla fine del XVIII secolo. «È in questo periodo che nascono i primi tentativi di mettere per iscritto su binari sistematici il linguaggio segreto dei fiori, nella ferma convinzione della loro forza espressiva universale. In precedenza si trovano cenni sparsi in lettere, calendari e riviste, a partire dai quali è possibile ricostruire una genealogia della lingua dei fiori universale, la cui idea centrale consiste nell’ipotesi che si trasmettano autentiche emozioni attraverso i fiori e per mezzo di un codice segreto coerente.» (da la Lettura)

Ma come nasce l’idea di accostare un determinato significato a un tipo specifico di fiore (o pianta)? Per dare risposta a questo interrogativo bisogna fare un salto indietro fino al Medioevo o ancora prima, quando questi regali della natura avevano soprattutto dei significati morali. La loro maggiore diffusione risale però all’Ottocento: in quest’epoca, infatti, l’utilizzo dei fiori era soprattutto incentrato su una comunicazione del cuore e dei sentimenti, tant’è che si diffuse anche un’editoria specializzata proprio in libri floreali con delle bellissime illustrazioni e incisioni. 

L’artefice della diffusione del linguaggio segreto dei fiori in Inghilterra, fu Miss Corruthers, a cui si deve il primo libro (1876) che divenne presto come una sorta di Bibbia dei fiori, da consultare e possedere. (Da Linguaggio e significato dei fiori, Daphne & Cloe)

Oggi questa usanza, sebbene un po’ dimenticata dal punto di vista pratico – ormai non si fa quasi più caso al significato dei fiori che si comprano -, è stata però ripresa moltissimo dai romanzi che nelle loro trame ne fanno riferimento o ne dedicano speciali ambientazioni. A questo proposito, qui di seguito vi lascio dieci libri-esempio che ho deciso di chiamare “Letture in fiore” proprio per questo tema evocativo di cui parlano:

1) Il linguaggio segreto dei fiori di V. Diffenbaugh (acquistabile qui al prezzo di 4,25 euro)
Trama: Victoria ha paura del contatto fisico. Ha paura delle parole, le sue e quelle degli altri. Soprattutto, ha paura di amare e lasciarsi amare. C’è solo un posto in cui tutte le sue paure sfumano nel silenzio e nella pace: è il suo giardino segreto nel parco pubblico di Portero Hill, a San Francisco. I fiori, che ha piantato lei stessa in questo angolo sconosciuto della città, sono la sua casa. Il suo rifugio. La sua voce. È attraverso il loro linguaggio che Victoria comunica le sue emozioni più profonde. La lavanda per la diffidenza, il cardo per la misantropia, la rosa bianca per la solitudine. Perché Victoria non ha avuto una vita facile. Abbandonata in culla, ha passato l’infanzia saltando da una famiglia adottiva a un’altra. Fino all’incontro, drammatico e sconvolgente, con Elizabeth, l’unica vera madre che abbia mai avuto, la donna che le ha insegnato il linguaggio segreto dei fiori. E adesso, è proprio grazie a questo magico dono che Victoria ha preso in mano la sua vita: ha diciotto anni ormai, e lavora come fioraia. I suoi fiori sono tra i più richiesti della città, regalano la felicità e curano l’anima. Ma Victoria non ha ancora trovato il fiore in grado di rimarginare la sua ferita. Perché il suo cuore si porta dietro una colpa segreta. L’unico capace di estirparla è Grant, un ragazzo misterioso che sembra sapere tutto di lei. Solo lui può levare quel peso dal cuore di Victoria, come spine strappate a uno stelo. Solo lui può prendersi cura delle sue radici invisibili.

Il linguaggio segreto dei fiori - V. Diffenbaugh

2) Il giardino dei fiori segreti di C. Caboni (acquistabile qui al prezzo di 12,93 euro)
Trama: Londra, Chelsea Flower Show, la più grande mostra di fiori del mondo. Sotto gli archi carichi di rose, Iris Donati è felice: fra le piante si sente a casa. Una casa vera, quella che non ha mai avuto, perché fin da piccola ha vissuto in giro per il mondo sola con il padre. Mentre si china per osservare meglio una composizione, Iris rimane paralizzata. Si trova di fronte due occhi uguali ai suoi. Gli stessi capelli castani. Lo stesso viso. La ragazza che ha davanti è identica a lei. Viola è il suo nome. Anche lei ama i fiori e i suoi bouquet sono fra i più ricercati di Londra. Tutte le certezze di Iris crollano in un istante. Quella ragazza è la sua sorella gemella. Sono state divise da piccolissime, e per vent’anni nessuna delle due ha mai saputo dell’esistenza dell’altra. Perché? Ora che sono di nuovo riunite, Iris e Viola devono scoprirlo. Il segreto si nasconde in Italia, a Volterra, dove sono nate. Tra viali di cipressi e verdi declivi, sorge un’antica dimora circondata da un giardino sconfinato. È qui che i Donati vivono da generazioni. Ed è qui che Giulia Donati, la loro nonna, le aspetta. Solo lei può spiegare davvero perché sono state separate e aiutarle a trovare il sentiero giusto per compiere il loro destino. Iris e Viola non lo sanno, ma ogni coppia di gemelle della famiglia, da secoli, deve salvaguardare la sopravvivenza del giardino e capire il suo grande potere: quello di curare l’anima.

Il giardino dei fiori segreti - C. Caboni

3) I messaggi segreti dei fiori di M. Kirkby (acquistabile qui al prezzo di 8,41 euro);
Trama: Un fiore non è solo un fiore. Ogni petalo, ogni foglia, ogni bocciolo comunicano un’emozione diversa e parlano di noi, di quello che proviamo o di quello che vogliamo esprimere nei confronti degli altri. Fiducia con la primula, amicizia con la fresia, dichiarazione d’amore con il tulipano, ma anche rabbia, con la peonia, oppure odio, con il basilico. Ogni fiore parla un linguaggio segreto, che trova le sue antiche radici nell’epoca vittoriana. Adesso come allora, i fiori accompagnano ogni occasione della nostra vita, preziosi per una promessa di fedeltà, un augurio di pronta guarigione, un matrimonio, un regalo di benvenuto. Questo libro ti aiuterà a trovare il fiore giusto per te e per i tuoi regali. Contiene un dizionario di tutte le emozioni che possiamo esprimere attraverso fiori e piante, una selezione di fiori scelti per il loro significato storico e letterario e infine tantissime idee per creare il bouquet perfetto e anche più originale in ogni occasione della tua vita. Perché a volte ciò che non riusciamo a comunicare con le parole lo si può dire con un fiore. Perché dietro la spina di un cactus potrebbe nascondersi inaspettatamente una confessione di amore appassionato… Con un’introduzione di Vanessa Diffenbaugh, illustrato e ispirato al romanzo “Il linguaggio segreto dei fiori”, “I messaggi segreti dei fiori” non è solo una guida ai fiori e al loro significato, è soprattutto un libro utile per chi cerca un nuovo modo per esprimere le proprie emozioni.

I messaggi segreti dei fiori - M. Kirkby

4) Donne che comprano fiori di V. Montfort (acquistabile qui al prezzo di 12,75 euro)
Trama: Nel cuore del Barrio de las Letras, il quartiere più bohémien di Madrid, tra stradine pedonali e piazzette ombreggiate, proprio dove si narra che abbiano vissuto Cervantes e Lope de Vega, esiste una piccola oasi verde ricca di fascino e profumi: il Giardino dell’angelo, il regno fiorito di Olivia. Nel suo negozio, all’ombra di un ulivo secolare, si incrociano le vite di cinque donne che comprano fiori. All’inizio nessuna lo fa per sé: una li compra per un amore segreto, un’altra per l’ufficio, la terza per la vecchia madre, la quarta per dipingerli e l’ultima, Marina, per una persona che non c’è più. Dopo la perdita del marito, infatti, Marina si sente completamente smarrita: ha occupato la poltrona del co-pilota per troppo tempo, lasciando a lui il timone della propria vita. Mentre cerca disperatamente un modo per rimettersi in piedi, si imbatte in Olivia e accetta di lavorare nel suo negozio. Lì conoscerà altre donne molto diverse tra loro, ma che, come lei, si trovano in un momento cruciale della propria esistenza per motivi lavorativi, sentimentali, familiari o di realizzazione personale.

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5) Scrittrici in giardino di A. Cavalli (acquistabile qui al prezzo di 12,75 euro)
Trama: Passeggerete nei giardini di dieci tra le più amate ed apprezzate scrittrici dell’ottocento e del novecento. Sarà come spiarle entrando nei loro giardini. Pagine che guideranno il lettore tra le architetture botaniche di Vita Sackville-West, nel giardino rasserenante di Eudora Welty; potrà gioire insieme a Karen Blixen alla fioritura della sua peonia in Africa e passeggiare nei parchi insieme alle stupende creature di Jane Austen. L’autrice, raccontando la grande passione di queste donne, per i boschi, per i fiori, per la terra, che amavano coltivare personalmente, ci svela sorprendenti tratti delle personalità di ognuna: la storia famigliare, i figli, ma anche aneddoti sconosciuti. “Scrittrici in giardino” nasce da un minuzioso lavoro di ricerca che, attraverso le biografie, le opere ed i carteggi con amici e parenti, si esprime in un scritto delicato, poetico, quasi per non disturbare le scrittrici e i loro pensieri.

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6) Le parole dei fiori di I. Kranz (acquistabile qui al prezzo di 22,95 euro)
Trama: Fin dai tempi più remoti l’uomo ha associato un significato ai fiori. E alla fine del Settecento si diffusero veri e propri codici botanici per consentire agli spasimanti di scambiarsi segreti messaggi d’amore. Nel suo volume meravigliosamente illustrato Isabel Kranz recupera questa tradizione e ne segue gli sviluppi fino ai nostri giorni attraverso libri, film e opere musicali: dalla passionale orchidea Cattleya di Odette in “Alla ricerca del tempo perduto” alla misteriosa Dalia nera del noir di James Ellroy passando per i romantici non ti scordar di me in “La donna che visse due volte” di Alfred Hitchcock. Ogni fiore si rivela uno scrigno di curiosità e fantasia che va al di là della pura bellezza.

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7) Tentativi di botanica degli affetti di Betrice Masini (acquistabile qui al prezzo di 7 euro)
Trama: Primo Ottocento, primavera. Bianca Pietra, giovane donna di buona educazione e scarsi mezzi, lascia la casa natale sul lago di Garda per approdare nella campagna milanese, ospite di un poeta di chiara fama: don Titta ha l’estro dell’agricoltura sperimentale, che pratica nella sua tenuta, e in più coltiva fiori e piante esotiche nel parco della villa di Brusuglio. E Bianca, abile acquerellista, è chiamata a ritrarre il patrimonio botanico del padrone di casa. Graziosa, ardente, irrequieta, si accinge al compito con slancio, entrando a far parte di una famiglia grande quanto complicata. Disegna, dipinge, esplora i giardini e studia con interesse la miriade di personaggi che popolano la grande dimora: tra di loro c’è Pia, una servetta orfana di acuta intelligenza e garbo innato che gode di singolari privilegi. Curiosa fino all’impudenza, sincera all’eccesso, incline alle fantasticherie, Bianca si convince che le origini di Pia nascondano un segreto e che don Titta con tutta la famiglia si stia dando molta pena perché esso resti tale: quanto basta per darle il desiderio di scoprire la verità avviando un’indagine appassionata. Ciò che Bianca, così acuta nell’osservare e illustrare la natura, si ostina a non comprendere è che questa ricerca del vero vede in gioco i suoi stessi sentimenti: ed è un gioco pericoloso, perché la botanica degli affetti non è una scienza esatta, non conosce regole e può rivelarsi profondamente ingannevole.

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8) Dai diamanti non nasce niente: storie di vita e di giardini di S. Dandini (acquistabile qui al prezzo di 4,18 euro)
Trama: Cos’hanno in comune la regina Maria Antonietta, Vandana Shiva, Peter Sellers, Fabrizio De André, Virginia Woolf e George Harrison? La risposta è nel libro che avete tra le mani: il racconto di una passione che si intreccia, inestricabile come un gelsomino rampicante, con amori letterari, pittorici e cinematografici, ricordi di viaggi, aneddoti di vita giardiniera e riflessioni sulle sfide e le frontiere della felicità sostenibile. Serena Dandini ci conduce in una passeggiata sentimentale alla ricerca della bellezza che potrà salvarci, con un libro dedicato “a chi voleva cambiare il mondo e invece dopo un po’ si è accorto che è stato il mondo a cambiargli i connotati”. Viaggiando tra parchi incantati e vivai sconosciuti, imbarcandoci sulle navi di cacciatori di piante d’altri tempi, sbirciando gli amori romantici per un raffinato musicista o per un carico di concime, scopriamo insieme con lei che non è mai troppo tardi per mettere dei fiori nei nostri cannoni e bombardare almeno il perimetro del balconcino di casa. Perché, come recita un antico proverbio cinese, chi pianta un giardino semina la felicità.

Dai diamanti non nasce niente- storie di vita e di giardini - S. Dandini.jpg

9) Un piccolo negozio di fiori a Parigi di M. Huerta (acquistabile qui al prezzo di 15,21 euro)
Trama: C’è un negozio di fiori, nel cuore di Parigi, che raccoglie una magia impossibile da spiegare a parole. Il suo nome è L’Étoile Manquante. L’anziano proprietario, Dominique Brulé, sa che ogni fiore può nascondere un vero e proprio balsamo per l’anima. Lui stesso, quando è venuta a mancare la stella della sua vita, ha scoperto tra i colori e i profumi di quella bottega un conforto inaspettato e ora si adopera per regalare agli altri la felicità. Un po’ filosofo, un po’ prestigiatore, sa intuire gli stati d’animo, consigliare il fiore giusto per ogni ferita del cuore, trovare le parole adatte ad accompagnare una gioia, un dolore, un’illusione necessaria. Ospiti fisse del negozio sono Mercedes e Tilde, partite dalla Spagna tanti anni prima per inseguire un sogno o la fortuna. Le loro giornate ruotano intorno a quella bottega, ancorate all’amicizia che le lega, scandite dalle irrinunciabili perle di saggezza di Brulé, il «traduttore di fiori». Un giorno, come un improvviso vento fresco, irrompe in quella lenta routine Violeta: vent’anni, incinta e con il cuore spezzato. Assunta come assistente fiorista, porterà lo scompiglio in quelle tre vite silenziose, risvegliando il profumo di emozioni che vogliono tornare a sbocciare. Mentre lei, accolta con affetto da quell’insolita famiglia, imparerà ad apprezzare i doni che ogni stagione può riservare, perché anche il buio dell’inverno che sta attraversando è destinato a rivestirsi dei colori di una nuova primavera.

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10) Ascolta i fiori dimenticati di H. Ringland (acquistabile qui al prezzo di 15,21 euro)
Trama: Alice ha appena nove anni quando la sua vita cambia per sempre: tutto quello che conosce sparisce in una manciata di istanti, lasciandola sola. Senza nessuno su cui poter contare. È per questo che sceglie di non parlare più e di fare del silenzio il suo unico confidente, incapace di tradirla. D’ora in poi a prendersi cura di lei ci sarà nonna June, di cui nemmeno sospettava l’esistenza. Con entusiasmo la donna insegna ad Alice ad ascoltare i fiori e a impararne i significati nascosti. Quei fiori, col tempo, diventano le parole, delicate come petali ma forti come radici, con cui dà voce ai sentimenti che nessun altro linguaggio saprebbe comunicare con altrettanta intensità. Il giglio per l’amore che accoglie e protegge. Le campanule gialle per lo stupore che accompagna le novità. L’orchidea nera per i desideri che bruciano in fondo al cuore. Perché solo qui, nel giardino della nonna, Alice si sente davvero al riparo dai ricordi dolorosi del passato, cullata dalla voce dei fiori, con i quali intreccia meravigliose ghirlande che diventano doni per parlare all’anima e curarne le ferite. Ma quelle che macchiano il cuore di Alice sono ancora lì, nonostante tutto: chiedono a gran voce di essere ricucite, ma finora nessun fiore è stato in grado di lenirle. Quando il passato ritorna più impetuoso di prima e le parla di segreti che devono essere svelati, Alice sa che non può più far finta di niente. Deve tornare dove tutto è cominciato per portare alla luce la verità. E scoprire che non è sola come ha sempre creduto. Che c’è qualcuno ad aspettarla. Solo così potrà decidere dove mettere le radici, come un fiore che cresce vigoroso dopo la tempesta.

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Sono affiliata ad Amazon e negli articoli ho aggiunto dei rimandi proprio a questo sito. Per ogni acquisto che farete seguendo i riferimenti che ho messo (oppure partendo da questo link generico), percepirò una commissione del 10% (massimo), ricavato che servirà per mantenere il mio sito o acquistare libri. Vi ringrazio in anticipo per qualsiasi vostro supporto.

“Alla ricerca del piatto perduto”: cous cous “in rosso” e vegetariano

Cous cous

Valentina Zanotto

Ingredienti (per 2 persone):
300 g di cous cous (anche precotto)
Acqua (o brodo vegetale, se lo avete)
Verdure miste (io ho usato melanzane, zucchine, cipollotti e pomodoro)
1 vasetto di salsa di datterini
2 pomodori “cuore di bue”
Sale e pepe q.b.
Olio e.v.o.

Preparazione:
Per prima cosa occuparsi delle verdure: tagliare a rondelle i cipollotti e le zucchine, poi a cubetti le melanzane (ma prima ridurle a fette e coprirle con qualche pizzico di sale per farle spurgare un po’). Il “cuore di bue” servirà sia come ingrediente che come “contenitore” del cous cous, per questo svuotarlo delicatamente e mettere la sua polpa spezzettata da parte.

Per fare il cous cous basterà mettere la parte desiderata in un recipiente, mescolarlo con dell’olio e poi coprirlo con dell’acqua salata portata a bollore (o del brodo). Per evitare che il calore si disperda e che il cous cous non si gonfi bene, vi consiglio di avvolgerlo con della carta d’alluminio. Dovrà rimanere così, senza  essere toccato, per 5-7 minuti, poi si potrà sgranare con una forchetta o con le mani.

Mettere un filo d’olio in una padella e poi il cipollotto, quindi tutte le altre verdure: prima le melanzane, poi le zucchine e infine il pomodoro, lasciare insaporire per bene e poi rovesciare anche la salsa di datterini. Dopo che le verdure si saranno ammorbidite, rovesciare il cous cous nella padella e mescolare. Servirlo all’interno dei “cuore di bue” precedentemente svuotati.

Grado di difficoltà:
Una forchetta su tre (bassa)

Se fosse un libro:

A Cloe, grande città, le persone che passano per le vie non si conoscono. Al vedersi immaginano mille cose l’uno dell’altro, gli incontri che potrebbero avvenire tra loro, le conversazioni, le sorprese, le carezze, i morsi. Ma nessuno saluta nessuno, gli sguardi s’incrociano per un secondo e poi sfuggono, cercando altri sguardi, non si fermano. […] Una vibrazione lussuriosa muove continuamente Cloe, la più casta delle città. Se gli uomini e donne cominciassero a vivere i loro effimeri sogni, ogni fantasma diventerebbe una persona con cui cominciare una storia d’inseguimenti, di finzioni, di malintesi, d’urti, di oppressioni, e la giostra delle fantasie si fermerebbe.

Ho provato a rendere questo piatto – solo all’apparenza semplice e povero – un po’ diverso dal solito, come accade con un libro che pensiamo sia scontato e invece non lo è per niente. Le città invisibili di Italo Calvino è proprio così: una lettura fatta di parole e sorprese, nessuna uguale all’altra, in cui ciascun significato o nome è continuamente riproposto sotto altre sembianze. Il cous cous è un piatto che può essere interpretato come si vuole, a seconda dei propri gusti, come i viaggi di Marco Polo che trovano realizzazione nella mente del lettore e dell’imperatore Kublai Khan.

Le città invisibili - Italo Calvino

Titolo: Le città invisibili
Autore:
Italo Calvino
Editore:
Mondadori
Lunghezza:
216 pagine
Prezzo:
12 euro
Trama:
 Le città invisibili si presenta come una serie di relazioni di viaggio che Marco Polo fa a Kublai Kan imperatore dei Tartari. A questo imperatore melanconico, che ha capito che il suo sterminato potere conta ben poco perché tanto il mondo sta andando in rovina, un viaggiatore visionario racconta di città impossibili. Quello che sta a cuore al mio Marco Polo è scoprire le ragioni segrete che hanno portato gli uomini a vivere nelle città, ragioni che potranno valere al di là di tutte le crisi. Le città sono un insieme di tante cose: di memoria, di desideri, di segni d’un linguaggio; le città sono luoghi di scambio, come spiegano tutti i libri di storia dell’economia, ma questi scambi non sono soltanto scambi di merci, sono scambi di parole, di desideri, di ricordi.
Per acquistarlo: clicca qui (al prezzo di 10,20 euro)

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“Alla ricerca del piatto perduto”: Mafalde corte con pesto di pomodori secchi, fiori di zucchina e Feta

Mafalde corte con pesto di pomodori secchi, fiori di zucchina e Feta.JPG

Valentina Zanotto

Ingredienti (per 4 persone):
320 g di “Mafalde corte” (io le ho prese integrali)

15-20 fiori di zucchina
20 g di formaggio Feta
Olio e.v.o. e sale q.b.

Per il pesto di pomodori secchi:
1 vasetto di pomodori secchi (da sgocciolare)
5 noci
Un bicchiere scarso di acqua
Qualche foglia di basilico
Olio e.v..o.

Preparazione:
Lavare i fiori di zucchina e privarli del pistillo interno, quindi tagliarli a striscioline e farli scottare velocemente in padella con un filo di olio e un pizzico di sale (salvarne qualcuno intero per la decorazione del piatto).

Per fare il pesto, mettere in un recipiente dai bordi abbastanza alti una confezione di pomodori secchi (se sott’olio scolarli bene), qualche gheriglio di noce, un filo abbondante di olio e.v.o., mezzo bicchiere di acqua e delle foglie di basilico: frullare tutto con il minipimer fino a ottenere un composto liscio e omogeneo.

Cuocere le “Mafalde corte” in acqua salata e scolarla al dente, poi buttarla nella stessa padella dei fiori di zucchina per insaporirla un po’. Aggiungere anche il pesto di pomodorini secchi e mescolare bene. Come ultimo tocco, servire il piatto di pasta con della Feta sbriciolata sopra e un fiore di zucchina lasciato per intero.

Grado di difficoltà:
Due forchette su tre (media)

Se fosse un libro:

Lui tornerà ad essere un estraneo dopo che avrete fuso le vostre vite in una sola, vi siete confidati i segreti più nascosti e avrete abbattuto il muro di qualunque pudore. Sarete due estranei anche se conoscete il ritmo del vostro sonno, i vostri odori, le vostre abitudini. Due estranei che si conoscono meglio di chiunque altro e le cui vite non si incroceranno mai più se non per caso.

Personalmente adoro i pomodori secchi, la Feta e i fiori di zucchina, per questo ci tenevo troppo a fare un piatto che unisse questi ingredienti e, allo stesso tempo, risultasse leggero per l’estate che avanza pian piano. Il risultato non solo è stato una pasta saporita e “colorata”, ma anche una ricetta particolarmente facile da fare in grado di unire la particolarità e il gusto. Non so se è per la sua – quasi – ricercatezza, ma mi ricorda tanto lo stile di scrittura di Alessandro Baricco, soprattutto quello di Oceano mare, un libro con uno stile elaborato e suggestivo capace di incantare il lettore e catturarlo con le sue frasi profonde come il mare. Poi una “Mafalda” tira l’altra, e se siete come me vi ritroverete a leggere i libri di Baricco tutti di seguito.

Oceano mare - A. Baricco

Titolo: Oceano mare
Autore: 
Alessandro Baricco
Editore:
Feltrinelli
Lunghezza:
9 euro
Prezzo:
224 pagine
Trama:
 “Oceano mare” racconta del naufragio di una fregata della marina francese, molto tempo fa, in un oceano. Gli uomini a bordo cercheranno di salvarsi su una zattera. Sul mare si incontreranno le vicende di strani personaggi. Come il professore Bartleboom che cerca di stabilire dove finisce il mare, o il pittore Plasson che dipinge solo con acqua marina, e tanti altri individui in cerca di sé, sospesi sul bordo dell’oceano, col destino segnato dal mare. E sul mare si affaccia anche la locanda Almayer, dove le tante storie confluiscono. Usando il mare come metafora esistenziale, Baricco narra dei suoi surreali personaggi, spaziando in vari registri stilistici.
Per acquistarlo: clicca qui (al prezzo di 7,65 euro)

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“Alla ricerca del piatto perduto”: Crema di zucchine con fiocchi di Burrata e gamberi marinati

Crema di zucchine con fiocchi di Burrata e gamberi marinati.JPG

Valentina Zanotto

Ingredienti (per 2 persone):
2 zucchine (o anche una piuttosto grossa)

1/2 cipolla di Tropea
Brodo vegetale
10 gamberi
1 confezione di burrata
Succo e scorza di limone
Sale e pepe q.b.
Olio e.v.o.

Preparazione:
Cominciare a pulire i gamberi sotto l’acqua corrente facendo attenzione a privarli del guscio e dell’intestino interno. Una volta pronti, metterli in una pirofila a marinare con dell’olio, del sale, del pepe e un po’ di scorza e succo di limone.

In una padella, fare appassire la cipolla di Tropea insieme a un filo di olio, poi aggiungere la zucchina tagliata a tocchi (anche grossolani). Aggiustare di sale e di pepe, quindi coprire i pezzi di verdura con un paio di mestoli di brodo vegetale fino a che si saranno ben ammorbiditi (si sfalderanno a toccarli). Come ultimo passaggio, ridurre le zucchine in crema aiutandosi con un minipimer (se risulterà troppo asciutta si può sempre aggiungere del brodo).

Far saltare velocemente sul fuoco i gamberi insieme al loro “sughetto” di marinatura.

Una volta che tutti gli ingredienti sono pronti si può comporre il piatto: mettere la crema di zucchine in una fondina, aggiungere qua e là dei piccoli fiocchi di burrata “stracciati” con le mani e poi i gamberi. Guarnire il tutto con una grattata di pepe e della scorza di limone.

Grado di difficoltà:
Una forchetta su tre (bassa)

Se fosse un libro:

È facile capire come nel mondo esista sempre qualcuno che attende qualcun altro, che ci si trovi in un deserto o in una grande città. E quando questi due esseri s’incontrano e i loro sguardi s’incrociano, tutto il passato e tutto il futuro non hanno più alcuna importanza. Esistono solo quel momento e quella straordinaria certezza che tutte le cose, sotto il sole, sono state scritte dalla stessa mano, la mano che risveglia l’Amore e che ha creato un’anima gemella per chiunque lavori, si riposi e cerchi i propri tesori sotto il sole, perché se tutto ciò non esistesse non avrebbero più alcun senso i sogni dell’umanità.

La dolcezza delle zucchine, la golosità della burrata e la delicatezza dei gamberi. Oltre ad essere particolarmente estivo, questo piatto mi sembra anche il giusto “premio” per una giornata in cui si cerca un po’ di conforto. Bisogna sapersi ascoltare e, ogni tanto, cedere ai propri desideri: lo dice anche Santiago de L’Alchimista, il libro di Paulo Coelho (acquistabile qui al prezzo di 11,05 euro), costantemente alla ricerca della propria leggenda personale. Se poi ci aggiungete anche un po’ di pepe e di scorza di limone, questo romanzo è anche in grado di regalare la giusta dose di avventure.

L'Alchimista - P. Coelho

Titolo: L’Alchimista
Autore:
Paulo Coelho
Editore:
Bompiani
Lunghezza:
217 pagine
Prezzo:
13 euro
Trama: 
Impara ad ascoltare il tuo cuore: è l’insegnamento che scaturisce da questa favola spirituale e magica. Alle frontiere tra il racconto da mille e una notte e l’apologo sapienziale, “L’alchimista” è la storia di una iniziazione. Ne è protagonista Santiago, un giovane pastorello andaluso il quale, alla ricerca di un tesoro sognato, intraprende quel viaggio avventuroso, insieme reale e simbolico, che al di là dello stretto di Gibilterra e attraverso tutto il deserto nordafricano lo porterà fino all’Egitto delle piramidi. E sarà proprio durante il viaggio che il giovane, grazie all’incontro con il vecchio alchimista, salirà tutti i gradini della scala sapienziale: nella sua progressione sulla sabbia del deserto e, insieme, nella conoscenza di sé, scoprirà l’anima del mondo, l’amore e il linguaggio universale, imparerà a parlare al sole e al vento e infine compirà la sua leggenda personale. Il miraggio, qui, non è più solo la mitica pietra filosofale dell’alchimia, ma il raggiungimento di una concordanza totale con il mondo, grazie alla comprensione di quei “segni”, di quei segreti che è possibile captare solo riscoprendo un linguaggio universale fatto di coraggio, di fiducia e di saggezza che da tempo gli uomini hanno dimenticato.
Per acquistarlo: clicca qui (al prezzo di 11,05 euro)

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