“Una buona tazza di tè” insieme a George Orwell

George Orwell, pseudonimo di Eric Arthur Blair (Motihari, 25 giugno 1903 – Londra, 21 gennaio 1950), è stato uno scrittore, un giornalista, un critico letterario britannico e, senza dubbio, un “visionario profeta” del distopico. La sua fama si riconduce soprattutto a 1984 e a La fattoria degli animali, due testi dagli scenari post apocalittici che hanno saputo raccontare – tra le righe e non – i pericoli dei regimi dittatoriali; suoi sono anche il memoriale Senza un soldo a Parigi e Londra, il reportage Omaggio alla Catalogna, i romanzi Giorni in Birmania e Fiorirà l’aspidistra. Di lui hanno detto: “A me pare che Orwell sia scrittore da ricordare a lungo, e che nella parabola della sua vita abbia toccato molti punti di verità.” 

A Nice Cup Of Tea è un breve saggio che l’autore inglese ha pubblicato, il 12 gennaio del 1946, sul quotidiano London Evening Standard; l’articolo è strutturato come un piccolo vademecum sull’arte del preparare una tazza di tè con undici regole, ognuna delle quali d’oro” (ma alcune decisamente controverse). Quali sono i consigli orwelliani per gustarsi al meglio questa apprezzata bevanda? Continuate a leggere.

Orwell tè

Una buona tazza di tè

Se proviamo a cercare “tè” nel primo libro di cucina che capita, probabilmente non troveremmo nulla; o al massimo poche righe che diranno ben poco sulle regole essenziali. È strano, non solo perché il tè é uno dei maggiori segni di civilizzazione in Inghilterra come in Irlanda, Australia e Nuova Zelanda, ma perché il modo migliore per fare il tè é oggetto di violente dispute. Quando seguo la mia ricetta per una perfetta tazza di tè, non trovo meno di undici punti fondamentali. Forse su due di questi saranno tutti concordi, ma almeno quattro sono piuttosto controversi.

Ecco le mie undici regole d’oro:

1) Prima di tutto bisogna usare tè indiano o di Ceylon. Le virtù del tè cinese sono sicuramente apprezzabili oggi – è economico, si può bere senza latte – ma non sono molto stimolanti. Per esempio, non permettono di sentirsi più saggio, più coraggioso o più ottimista dopo averlo bevuto. Chiunque utilizzi la rassicurante espressione “una buona tazza di tè”, necessariamente si riferisce al tè indiano.

2) In secondo luogo, il tè deve essere preparato in piccole quantità, ossia in una teiera. Preparato in un vaso è generalmente senza gusto mentre in un calderone assume un sapore di grasso e risulta biancastro. La teiera deve essere di porcellana o terracotta. Le teiere d’argento producono un tè di qualità inferiore e peggio ancora quelle smaltate; sebbene stranamente, una teiera di peltro (oggigiorno una rarità) non è affatto male.

3) La teiera deve essere riscaldata in anticipo. Questo si può fare mettendola sul piano di cottura oppure facendogli scorrere sopra dell’acqua calda.

4) Il tè deve essere forte. Per una teiera che contiene un quarto, se andremo a riempirla fino al bordo, ci vorranno circa sei cucchiaini di tè. Certo, in tempi di risparmio, non è che si può fare ogni giorno, ma sono convinto che una tazza di tè forte è meglio di venti deboli. Tutti i veri appassionati del tè, preferiscono il loro tè se forte, e ancor di più con il passare del tempo – un fatto risaputo circa la quantità extra per per le persone più anziane.

5) Il tè deve essere messo direttamente nella teiera. Niente filtri, sacchetti di mussola o altri mezzi per imprigionare il tè. In alcuni paesi, le teiere sono dotati di piccoli retini sotto il beccuccio, per bloccare i frammenti di foglie, che si suppone siano nocive. Di fatto però si possono ingerire una buona quantità di foglie di tè senza alcun effetto e se il tè non è sufficientemente libero nella teiera l’infusione non avviene correttamente.

6) La teiera deve essere portata al bollitore e non il contrario. Ossia, l’acqua dovrebbe essere in ebollizione al momento dell’impatto con il tè e questo significa che deve essere tenuta sul fuoco mentre si versa. Alcune persone aggiungono che bisognerebbe usare solo acqua che è appena giunta ad ebollizione, ma in questo non vi ho mai notato alcuna differenza.

7) Dopo aver fatto il tè, bisogna agitarlo, o meglio, agitare bene la teiera e successivamente lasciare che le foglie si depositano.

8) Bisogna bere il tè in una tazza per la colazione, ossia in una tazza cilindrica e non nel tipo piatto e poco profondo. Ne contiene di più, inoltre nel secondo tipo il tè si raffredda rapidamente, prima che uno abbia incominciato.

9) È meglio eliminare la crema dal latte prima di utilizzarlo per il tè. Il latte troppo cremoso da al tè un sapore stucchevole.

10) Bisogna prima versare il tè nella tazza. Questo è uno dei punti maggiormente controversi: infatti in ogni famiglia britannica ci sono probabilmente almeno due scuole di pensiero su questo argomento: quelli di “prima il latte” possono avere valide argomentazioni, ma confermo che la mia posizione è senza risposta. Questo perché mettendo prima il tè e agitando mentre si versa, si può regolare esattamente la quantità di latte, mentre è possibile mettere troppo latte se uno fa il contrario.

11) Infine, il tè deve essere bevuto senza zucchero – a meno che non si beva nello stile russo. So bene che sono in minoranza su questo. Tuttavia, come puoi essere un vero amante del tè se ne distruggi il sapore aggiungendovi lo zucchero? Sarebbe come metterci il sale o il pepe. Il tè deve essere amaro, così come la birra deve esserlo. Se si addolcisci, non stai più assaggiando il tè, ma semplicemente lo zucchero; potremmo allora realizzare un drink molto simile, sciogliendo lo zucchero in semplice acqua calda. Alcune persone diranno che non amano il tè per quello che è, ma lo bevono per riscaldarsi e svegliarsi e che lo zucchero serve per cambiargli il sapore. A queste persone senza buon senso direi: provate a bere il tè senza zucchero, ad esempio, per quindici giorni e sarà molto difficile tornare indietro, zuccherandolo di nuovo.

Queste non sono i soli temi controversi, in materia di tè, ma sono sufficienti per mostrare quanto sia diventato sofisticato questo mondo. C’è anche una misteriosa etichetta sociale intorno la teiera – per esempio, perché è considerato volgare bere tè da una scodella? – e molto potrebbe essere scritto riguardo altri usi delle foglie di tè, come prevedere il futuro o l’arrivo di visite, cibo per i conigli, cura per le ferite e bruciature o spazzare il tappeto. È utile prestare attenzione a tutti questi dettagli, come riscaldare la teiera e usare acqua bollente, in modo da essere sicuri di riuscire ad ottenere una buona tazza di tè.

Pubblicato da Valentina Zanotto

Ho conseguito una laurea magistrale cum laude in Culture Moderne Comparate e precedentemente una in Lettere moderne. Ho creato "La Stanza 101" per scrivere di libri, autori e letteratura. A maggio ho pubblicato il mio primo libro (per Calibano, Prospero Editore): "Quando Hitler ha vinto la Seconda guerra mondiale".

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