CONSIGLI DI LETTURA

Dodici racconti “Sotto la cenere”

Ugo Mancini – docente di Storia e Filosofia, oltreché studioso appassionato del periodo fascista – ha pubblicato per Infinito Edizioni Sotto la cenere, una raccolta di racconti che ripercorre quella che è stata l’esperienza del Ventennio e, di conseguenza, degli anni difficili della Seconda guerra mondiale. Non è mai facile tradurre in trama un libro composto da soli racconti, tantomeno stabilire il fil rouge comune a tutti quanti. Eppure, il punto d’incontro di questi brevi testi è anche ciò che li descrive nella loro totalità: si tratta di una storia latente, quella che passa attraverso le persone e i loro sentimenti, e quindi per un mondo personale che ci è dato soltanto immaginare perché non riportato sui libri di storia che siamo stati abituati a consultare.

I nomi sono nomi reali. I fatti sono realmente accaduti. Ciò che è di fantasia, ma relativamente, è l’universo interiore dei personaggi. Uomini e donne che per un ventennio si sono visti negare la dignità di essere persone; subordinati a indefinibili e fumosi interessi superiori per i quali hanno pagato spesso un costo esorbitante; ammaliati, a volte, da prospettive mirabolanti, solo per il bisogno di sfuggire alla miseria morale e materiale determinata dalla guerra e alimentata da un’ideologia fondata sull’odio e sulla sopraffazione dell’”altro”.

Paolo Cognetti ha definito i racconti come “una finestra sulla casa di qualcun altro”. Sotto la cenere, reinterpretando questa  definizione, rappresenta una sorta di doppio sguardo al periodo del Fascismo: il primo attraverso uno specchietto retrovisore che ci trasporta nel passato, il secondo con una lente di ingrandimento puntata a “valorizzare” l’essenza – altrimenti dimenticata – delle persone che hanno vissuto quegli anni. Romanzare i fatti della storia – per loro natura veri e insindacabili – e mescolarli con l’immaginazione ha anche il merito di dare risalto a quelle voci non solo declassate come “ultime”, ma addirittura ignorate. Il risultato che ne consegue sono dodici racconti, solo in apparenza diversi l’uno dall’altro, in cui i personaggi danno vita a un “universo interiore” composto sì da solidi fatti storici (come il delitto Matteotti, le lotte antifasciste e le restrizioni politico-sociali), ma anche da una prospettiva più sentimentale e personale che smette di marginalizzare e tende piuttosto a includere.

Quello che si dimentica spesso, inoltre, è che la storia è storia di persone, più che di fatti, di bandiere o di simboli. Se è storia di governi o di tiranni, apparentemente può svolgersi inseguendo o chiudendosi nella cristallizzazione di atti formali, ma, nella sostanza, continua a essere storia di persone, di una molteplicità di singoli individui che hanno pagato o che sono stati premiati dalle scelte di quei governi o di quei tiranni, una storia che spesso più di qualcuno tende a omettere o a considerare in parte, non di rado per convenienza.

L’idea che questo testo ha della storia è sia un punto di forza che un monito: non ridotta a uno scorrere meramente rettilineo, in cui gli eventi rappresentano picchi e abissi del percorso cronologico, bensì immaginata attraverso un percorso circolare, dove ogni aspetto o errore – soprattutto se non attenzionato – è destinato a ripresentarsi. D’altronde, anche il titolo è un’esplicazione in questo verso: Sotto la cenere non come un fuoco che si è definitivamente spento, ma come una brace che ancora continua ad ardere e sta aspettando il momento giusto per ritornare a bruciare. E ancora: la questione dell’oblio. Testi come 1984 o Fahrenheit 451 ci hanno egregiamente rappresentato le conseguenze di un mondo in cui falsificazione e distruzione sono all’ordine del giorno. Ma, in fondo, cosa sarebbe un paese senza la sua storia, anche quella più cupa? Il testo di Ugo Mancini è un’immersione, costante e graduale, in un passato che si riaffaccia continuamente al presente, e che sceglie la strada emozionale per indagare un vissuto composto da voci e soggetti che non vogliono (e non devono) essere dimenticati. Ma Sotto la cenere si trova anche una Storia vera che racconta la quotidianità: quella vissuta all’ombra del nemico fascista – e che all’occorrenza si trasforma in qualsiasi altro totalitarismo -, quella che passa attraverso una forma di tenace di Resistenza, e quella che trova che forma e sostanza in questi dodici, significativi, racconti.

Per saperne di più:

Sotto la cenere

Titolo: Sotto la cenere. Nel ventennio, quando vivere era in qualche modo resistere
Autore: Ugo Mancini
Editore: Infinito Edizioni
Lunghezza: 160 pagine
Prezzo: 14 euro
Trama: Dodici vicende realmente accadute, di ordinaria quotidianità, eppure divenute oggetto di indagini, causa di processi e a volte di dure condanne durante il ventennio fascista. Storie di donne e di uomini esistiti, riproposti con libertà narrativa nel tentativo di restituire il loro universo interiore, fatto di incertezze e di speranze, di delusioni e di paure, di fronte a un mondo che, con proclami epocali e annunci roboanti, si allontanava sempre più dai loro bisogni reali, rendendo le loro difficoltà ancora più insopportabili. Storie che ricordano, come un monito, ciò che può accadere a chiunque, nella vita di tutti i giorni, quando l’esistenza del singolo viene subordinata a indefinibili mete o a fumosi interessi superiori o quando per sfuggire alla miseria morale e materiale di un periodo poco felice ci si lascia ammaliare da prospettive mirabolanti, da semplificazioni o da ideologie che individuano la soluzione di tutti i problemi nella lotta apocalittica contro il “nemico” di turno. Presentazione di Alessandro Portelli.
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