APPUNTI DI VIAGGIO

Peschiera del Garda: “la città fiorita”

Anguillae octonis vivunt annis. Durant et sine aqua, et senis diebus aquilone spirante, austro paucioribus , eadem in exigua aqua non tolerant neque in turbida. Ideo circa vergilias maxime capiuntur fluminibus tum praecipue turbidis. Pascuntur noctibus exanimes piscium solae non fluitant. Lacus est Italiae Benacus in Veronensi agro Mincium amnem tramittens, ad cuius emersus annuo tempore, Octobri fere mense, autumnali sidere, ut palam est, hiemato lacu, fluctibus glomeratae volvuntur in tantum mirabili multitudine, ut in excipulis eius fluminis ob hoc ipsum fabricatis singulorum milium reperiantur globi.

Le anguille vivono per otto anni. Resistono anche senz’acqua, cinque o sei giorni quando soffia l’aquilone, meno con l’austro in inverno, non resistono nella stessa acqua esigua e nella torbida. Perciò sono catturate soprattutto verso le Pleiadi con i fiumi particolarmente torbidi. Si nutrono di notte. Uniche dei pesci che non galleggiano da morte. C’è un lago in Italia, il Benaco, nel territorio veronese che attraversa il fiume Mincio, alla cui uscita nel periodo annuale, circa nel mese di ottobre, con la costellazione autunnale, come è chiaro, con il lago a temperatura invernale, aggrovigliate sono travolte dai flutti in così straordinaria quantità, che nei recipienti di quel fiume fabbricati per questo stesso motivo sono trovati ammassi di migliaia.

Così ha scritto Plinio il Vecchio nel nono libro del suo Naturalis Historiae (23 – 79 d.C.): non solo per descrivere l’abbondanza e la bellezza di Peschiera del Garda (e delle zone lacustri limitrofe), ma anche per rimarcarne la simbologia, quella che poi si è tradotta sul suo stemma con la raffigurazione di una stella e delle due anguille dorate.

Se il vostro desiderio è una gita fuori porta con andata e ritorno in giornata, Peschiera è proprio la destinazione che fa al caso vostro (ovviamente parlo a chi, per ragioni logistiche, si trova già nei pressi o ha l’occasione di andarci). La sua posizione è molto particolare: si trova nella parte sud orientale del lago di Garda, in quella più occidentale del Veneto e al confine con le province di Brescia e Mantova.
La città fiorita – così è anche chiamata per via dei fiori che la ricoprono – vanta la presenza di siti palafitticoli preistorici e di una fortezza che sono stati riconosciuti, nel 2011, Patrimonio dell’Umanità e dell’UNESCO. Del resto, è impossibile non notare queste costruzioni storiche anche solo varcando la volta di pietra posta all’ingresso della cittadina: la cinta muraria che la avvolge in un possente abbraccio, ma anche i bastioni e i fossati che le conferiscono un aspetto medievale da cui è difficile non essere ammaliati.

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Valentina Zanotto

La storia di Peschiera, come quella di altri comuni della Pianura Padana, ha origini antichissime che risalgono sino alla Preistoria. Il paesello lacustre ha conosciuto i suoi primi insediamenti già a partire dall’Età del Bronzo, ma è soprattutto in epoca romana – quando esisteva con il nome di Arilica – che ha raggiunto la sua maggiore espansione economica e territoriale (basti solo pensare alla presenza di una scuola per navigatori e alle numerose attività dedite alla pesca). La sua posizione strategica, la presenza di un porto e di un importante sbocco sull’acqua, nei secoli, hanno portato la città a diventare un intenso centro di scambi commerciali ambito da molti, soprattutto da Veneziani e Veronesi che ne hanno rivendicato spesso l’appartenenza. Diverse testimonianze storiche attestano anche la sua importanza culturale: da Caio Mario a Carlo V, da Napoleone a Alessandro I di Russia, sono tante le personalità che sono passate da qui per un “insediamento politico” o anche solo per un breve soggiorno. Finita in mano austriaca nel corso dell’Ottocento, un fatto storicamente da ricordare è sicuramente quello avvenuto durante la Prima guerra mondiale, quando – l’8 novembre del 1917 – nella fortezza di Peschiera si assistette alla resistenza dall’invasione nemica sulla linea del Piave. Il comune è stato denominato fino al 1930 Peschiera sul Lago di Garda, ma oggi è conosciuto come Peschiera del Garda o semplicemente Peschiera.

Cosa vedere:

  • Il Santuario della Madonna del Frassino. Collocata nell’entroterra, a pochi chilometri dal centro di Peschiera, questa costruzione religiosa non solo ospita delle opere d’arte sacra (come una tavola di Zeno da Verona e la pala d’altare del Farinati), ma anche la statua della Madonna che nel 1510 fu protagonista di un fatto inspiegabile testimoniato dal contadino Bartolomeo Broglia (e riportato poi dallo storico Antonio Fappani):

Il Broglia stava lavorando in una vigna in contrada Pigna, quando rimase atterrito alla vista di una grossa biscia. Subito rivolse un pensiero supplichevole alla Madonna ed ecco comparirgli davanti agli occhi, fra le foglie di un frassino, una statua della Vergine, circonfusa di luce. Estasiato s’inginocchiò, ringraziò, e dopo aver baciato la statua la portò a casa, chiudendola in una cassa. Al momento di riprenderla non la ritrovò. La statua era miracolosamente tornata al frassino del prodigio.

  • Il lungolago. A Peschiera, Garda e Mincio si incontrano dando vita a degli scorci caratteristici e bellissimi. La costruzione delle mura che circondano la città ha modificato il percorso naturale del fiume e, nello stesso tempo, ha portato alla creazione di tre rami che contengono il lago in uscita. L’acqua (con i suoi riflessi) è certamente l’elemento predominante.
  • La doppia cinta muraria (che si estende per circa 2250 metri) e le costruzioni militari (la Fortezza, Porta Brescia, Porta Verona e Forte Ardietti).
  • La chiesa di San Martino, rilevante soprattutto per la sua storia: costruita per sostituirne un’altra confiscata da Napoleone, è stata un magazzino militare e un ospedale, per poi essere abbattuta e ricostruita nel suo assetto attuale.

#DoveMangiare

Locale: L’Osteria in strada
Tipo di offerta: Primi e Secondi piatti; Panini; Stuzzicherie
Prezzi: Bassi
Voto: 5/5
Recensione: L’Osteria in strada è un posticino carino che si distingue certamente da tutti i locali tipicamente “turistici” che si trovano sul lago di Garda. Qui, nello specifico, siamo in centro a Peschiera, e il nome non è lasciato al caso: in strada, non solo perché ci si può prendere un take away con cui continuare a camminare per le vie della città, ma anche perché ci si può gustare un panino o una sfiziosità seduti comodamente al tavolo tra le chiacchiere dei passanti e le “coccole” che offre il menù: dai panini (i punti di forza), alle patatine dolci, dal tagliere con salumi e formaggi, alle cervella fritte (una proposta che non si vede spesso in giro). Cosa dirvi di più? Il rapporto qualità/prezzo è ottimo, come anche la cordialità del personale. Non preoccupatevi se la carne non rientra nei vostri gusti, vi aspettano anche degli appetitosi panini con polpo o salmone.
In foto: Burger con tartare di scottona, rucola, burrata affumicata e senape piccante (10€)

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Valentina Zanotto
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2 risposte a "Peschiera del Garda: “la città fiorita”"

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