SCRITTORI EMERGENTI

“La seta e l’uragano” di Emanuele Somma

“Tanta umanità attraversa ogni giorno il nostro campo visivo”, scriveva Amos Oz in Contro il fanatismo, ma non sempre questa vita riesce a catturare la nostra attenzione. Cosa succederebbe, però, se provassimo a scendere dalla nostra frenesia giornaliera e provassimo a osservare i corpi con cui entriamo in contatto e cominciassimo a imbastirci addosso delle storie? Sicuramente daremmo sfogo alla nostra più fervida immaginazione, proveremmo anche a entrare nei panni di uno scrittore, e sicuramente ci accorgeremmo che ogni cosa può diventare una narrazione, perfino una giornata passata nella più “banale” abitudinarietà. 

Durante quelle serate in strada parlavamo di tutto: di Dio e della scrittura, della vita, la morte, e di donne, le droghe, le sue esperienze – aveva vissuto in Jamaica quando era un trafficante – mi parlava della gente del Dalai Lama che lo aveva incontrato e dei tre segreti di cui lui era custode, di uno di essi almeno, riguardo il Gesù nero, e di un Tesoro nascosto in California dietro un muro in una biblioteca. Mi disse di aver ucciso. E poi arte: era stato uno sculture promettente un tempo. Dei lavori, oppure dei tempi senza nessun lavoro. Di soldi che non avevamo. [Da Jean Baptiste senza gambe] 

La seta e l’uragano di Emanuele Somma lavora un po’ in questa direzione: non è solamente una raccolta di racconti ambientati a Miami Beach, ma anche un interessante fermo immagine delle persone che abitano la realtà quotidiana. I luoghi in cui veniamo catapultati attraverso questi testi sono lontani e allo stesso tempo incredibilmente vicini, ed è proprio questo raccontare un “distacco” con il cuore di chi sembra essere ancora a casa ciò che veste queste storie di grande curiosità. In questo spaccato – a metà tra il familiare e lo straniante – ci troviamo in un’America che è sia sogno che incertezza: nella Florida colpita assiduamente da forti catastrofi naturali, si scoprono anche le catastrofiche (o quasi) vite delle persone che incontra l’autore, scrittore e anche abile fotografo che “registra” su carta ciò che vede e incontra sul proprio cammino. Le radici di questo testo crescono insieme alla sua necessità di raccontare la vera esistenza: niente di inventato o fittizio, piuttosto qualcosa di nudo e crudo come solo può essere la vita reale, nelle sue gioie e anche nei suoi dolori.

La televisione e i giornali avevano riempito in fretta le prime pagine e le notizie in anteprima al riguardo. In Florida la stagione degli uragani è accompagnata da spot pubblicitari, notizie meteo non-stop con gli inviati in poncho direttamente esposti alle intemperie delle tempeste tropicali o uragani. Quasi sempre vicino la riva per mostrare la rabbia delle onde del mare, o quelle palme piegate nella bufera come tante immagini di Cristo sofferente a testa bassa. Acqua e ancora acqua. E subito spots per generatori, provviste, supermercati e articoli vari per le emergenze. Il business dei disastri naturali non chiude mai bottega in Florida. [Da Scene di blackout a Miami]

Nella normalità (sottosopra) descritta da Somma, trovano spazio i vizi e le virtù delle persone, ma anche i loro traguardi e le loro difficoltà. In qualsiasi zona di buio è possibile scorgere un po’ di quella luminosità in grado di spingere in avanti, ecco perché in ogni testo si possono leggere anche la necessità di ripartire altrove e di raccontare tutte le sfaccettature emozionali che derivano da una decisione così netta. In un certo senso è piuttosto strano il lavoro di immaginazione che compie l’autore: scrive dei racconti ambientati oltre oceano, eppure annulla completamente la distanza che si frappone tra il suo paese natio e quello che lo sta “ospitando” (insieme alle sue storie) attraverso una serie di elementi familiari. 

Ma il sogno americano era così chiamato perché devi essere addormentato per crederci davvero, come scoprivi solo dopo averci vissuto qualche anno. E così ti ritrovavi come me, in una forma perversa di duplice esilio, in una inconsistenza che non era solo geografica ma anche esistenziale, emozionale e folle. In un appiccicoso limbo, e sospeso come sulla tela di un ragno tra due continenti distanti. Di giorno vivevo in America, da anni, ma nei miei sogni ero quasi sempre in Italia. Se solo si potesse proiettare: milioni di immigrati in ogni angolo del mondo, ogni notte, si addormentano sognando la propria terra di appartenenza e le persone lasciate indietro. [Da Tre re]

Non esiste solamente la realtà ovattata che crediamo, ma anche quella che rimane nascosta tra le righe, quella che si vive solamente viaggiando insieme a ciò che ha in serbo il destino per noi. Per questo, La seta e l’uragano è un titolo che che va pari passo anche con l’esistenza: un po’ liscia e bella nei suoi momenti più facili, disastrosa e difficile in quelli un po’ meno. Il lettore viene immerso nelle storie contenute in questo testo con delicatezza, quasi come se lo scrittore volesse prima farlo abituare a quello strano “sradicamento” che si ritroverà poi a leggere tra le pagine. In apparenza i racconti sembrano non avere nulla in comune, ma considerandoli nell’insieme si instaura tra di loro un legame che li fa apparire come tante voci di uno stesso punto di vista. Nonostante emerga costantemente la difficoltà di inserirsi in un paese lontano, ciò che fa dialogare tutti i testi è anche quel legame stabilitosi tra un italiano in America e la lingua madre con cui cerca di mantenere le sue origini.

«Ah sei italiano… Che bella l’Italia, io parlo un poco italiano!»
«Di dove sei?» Mi chiese poi il padre con due soffici e intelligenti occhi azzurri.
«Roma città.»
«La santa Roma…» Disse lui con nostalgia.
[Da Il padre]

Probabilmente non è nemmeno un caso che questa raccolta abbia come sottotitolo “Racconti di uno scrittore maledetto italiano a Miami”: sulla scia dei poeti maledetti, Emanuele Somma non si fa portavoce solo di quella realtà che fatica solitamente a entrare in un libro, ma anche di una nostalgia provata nei confronti di qualcosa che non gli appartiene più (ma che comunque fa rivivere attraverso i personaggi delle sue storie). Durante la lettura de La seta e l’uragano faremo la conoscenza di tante persone, ognuna con un suo bagaglio di vita; eppure in mezzo a tutte queste voci estranee riusciremo comunque a trovare il modo di sentirci a “casa”.

Eravamo tutti vittime di una nostalgia malsana, una saudade, di una mancanza viscerale della terra d’origine che non guariva mai del tutto. Eravamo stati amputati in qualche parte dell’anima, e la stessa non poteva più adattarsi a vivere in un luogo e lasciare andare completamente l’altro nella dimensione dei ricordi. Quando ero in USA mi mancava l’Italia, ma dopo poco tempo passato a casa mi rendevo subito contro che dovevo tornare in America. Ormai non potevo più vivere in entrambi. [Da Tre re]

Parole chiave:

  • Racconti: questo testo è un collage eterogeneo di storie che possono anche essere lette in ordine sparso. Il loro iniziare e finire improvvisamente può indurre in lettore a non affezionarsi profondamente a quello che legge, ma il loro essere così effimere è anche ciò che le rende facili da affrontare.
  • Linguaggio: il metodo di scrittura di Emanuele Somma è semplice e scorrevole; a volte affianca delle parole italiane con altre straniere, ma questo non ha un effetto straniante, piuttosto rimarca ancora una volta il carattere “italo-americano” dei suoi testi.
  • Sfumature: ne La seta e l’uragano non c’è solo un lato della vita, ma tanti. È impossibile non immedesimarsi, almeno una volta, con i sentimenti con cui si entra  in contatto.
  • Viaggio: quello che ha condotto l’autore lontano da casa, ma anche quello che si fa mentre si legge questo libro. Quante volte ci siamo chiesti come potrebbe essere la nostra vita altrove? 
  • Amore: il filo conduttore – e sotterraneo – che unisce i racconti. L’amore per la scrittura, l’amore per la vita, l’amore per una persona, l’amore per un luogo, l’amore per qualcosa che è stato; questo sentimento è onnipresente proprio per ricordarci che le difficoltà non sono mai troppo dure se alla fine riusciamo a credere che qualcosa di bello sia sempre possibile.

Voto: 3 segnalibri su 5

La seta e l'uragano

Titolo: La seta e l’uragano
Autore: Emanuele Somma
Editore: Createspace Independent Pub
Lunghezza: 76 pagine
Prezzo: 5,19 euro
Trama: Queste storie costituiscono una sorta di collage di improbabili “selfies” dei personaggi veri della realtà di Miami Beach. L’ autore offre uno sguardo su una città decisamente diversa da come viene dipinta nelle riviste e in TV, o dai calciatori e le modelle. Dopo aver messo piede per la prima volta a Miami durante una delle peggiori stagioni cicloniche nella storia della Florida, una serie di vicende personali e amorose si mescolano alle catastrofi naturali vissute durante l’alternarsi delle tempeste. Ma forse alla fine nel rendersi conto che la vita è un susseguirsi di stagioni degli uragani si impara ad amare anche la pioggia battente e il forte vento contrario.
Per acquistarlo: clicca qui

Sono affiliata ad Amazon. Oltre ad aver aggiunto dei rimandi specifici negli articoli, potete supportare il mio blog facendo i vostri acquisti libreschi proprio a partire da questo link generico. Vi ringrazio in anticipo per qualsiasi vostro aiuto.

Annunci

5 risposte a "“La seta e l’uragano” di Emanuele Somma"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...