“L’altra metà delle fiabe” a cura di Antonella Castello

Non esistono fiabe non cruente. Tutte le fiabe provengono dalla profondità del sangue e dell’angoscia.

L’altra metà delle fiabe (ABEditore, 2016) non è quella che ci è stata raccontata da piccoli, non si trova in Walt Disney o nei fratelli Grimm. L’altra metà delle fiabe è rappresentata dal loro lato “oscuro”, e da quella tradizione popolare che, con il tempo, si è modificata e ha modificato anche il suo pubblico. “The Dark Side of the fairytale” – giusto per riprendere un celebre album dei Pink Floyd – è uno spaccato piuttosto cruento che nasce, cresce e si sviluppa più come monito e insegnamento piuttosto che per convogliare il sonno e far sognare (come ormai è nell’immaginario odierno). Prima di entrare nel cuore di questo piccolo testo curato da Antonella Castello bisogna fare una piccola premessa, ma fondamentale. L’attenzione all’infanzia così come la conosciamo adesso è, in realtà, un’idea piuttosto recente: prima – secoli fa – i bambini erano considerati alla stregua degli adulti, e pertanto fatti entrare in contatto con elementi licenziosi e poco adatti alla loro tenera età. Nella tradizione popolare e prettamente orale, tra i racconti, facevano capolino stupri, tradimenti e violenze di ogni genere, ma questi contenuti non facevano altro che rappresentare la normalità, una quotidianità che affondava le sue radici nel reale e in quelli che, per le persone di quel tempo, erano i veri problemi a cui prestare attenzione. Solo dopo, passando di autore in autore, quelle storie si sono trasformate diventando le favole che conosciamo tutt’oggi: colme di elementi magici, lieto fine, aiutanti, principi e principesse. Ma ciò che è stato allontanato non deve essere dimenticato, ecco perché questo libriccino cerca di porre sotto il riflettore proprio quel mondo poco incline a essere raccontato e, soprattutto, a essere accostato al mondo della favola. 

Il titolo L’altra metà delle fiabe è stato scelto perché questo libriccino desidera dare voce alla metà più oscura e più segreta, a quella parte certamente meno conosciuta degli intrattenimenti per bambini; una metà che non è adatta ad un pubblico di piccolo uditori o lettori ma a cui si deve gran parte dei loro sogni a occhi aperti. Nel testo vengono presentate tre storie tratte dal libro dell’autore napoletano con le loro altrettante controparti perraultiane: è durante la lettura delle due versioni che si palesano la differenza di pubblico a cui i testi erano rivolti, la differenza di linguaggio e di registro utilizzato e alcune piccole modifiche a livello contenutistico che Charles Perrault aveva portato alle novelle di partenza.

Ne L’altra metà delle fiabe troverete La bella addormentata nel bosco, Il gatto con gli stivali e Cenerentola così come mai le avete conosciute: non solo proposte in un percorso che viaggia specularmente tra Charles Perrault e Giambattista Basile, ma anche nella loro dicotomia tra sogno e realtà. Da una parte la versione rivisitata e trasformata dell’autore francese ripresa da I racconti di mamma Oca, dall’altra invece le proposte – che fanno presagire il peggio – dell’autore campano Giambattista Basile e della sua raccolta (Lo cunto de li cunti: Sole, Luna e Talia, Cagliuso, La gatta Cenerentola)

Per approfondire la lettura: clicca qui

Pubblicato da Valentina Zanotto

Ho conseguito una laurea magistrale cum laude in Culture Moderne Comparate e precedentemente una in Lettere moderne. Ho creato "La Stanza 101" per scrivere di libri, autori e letteratura. A maggio ho pubblicato il mio primo libro (per Calibano, Prospero Editore): "Quando Hitler ha vinto la Seconda guerra mondiale".

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