Alla ricerca del piatto perduto: Frisella condita

 

Frisella condita.JPG

Valentina Zanotto

Ingredienti (per 4 persone):
8 friselle (io le ho scelte integrali)
5 pomodori ramati ben maturi
20 capperi
5 filetti d’acciuga
Qualche foglia di basilico
2 bicchiere di acqua
Sale q.b.
Olio e.v.o.

Preparazione:
Prendere le friselle e romperle a pezzi (meglio ancora se si hanno delle friselle già rotte e di cui non si sa cosa fare), quindi metterle in un recipiente piuttosto capiente e versarci sopra “a giro” i due bicchieri di acqua. Aggiustare di sale.

Fare a tocchetti i pomodori, tagliare a metà i capperi e sminuzzare i filetti di acciuga. Una volta che tutti gli ingredienti sono pronti, unirli ai pomodori. Completare con il basilico spezzettato a mano, condire con dell’olio e.v.o. e dare una bella mescolata. L’ideale sarebbe lasciare insaporire le friselle per una mezz’oretta; se volete servirle in una maniera simpatica, utilizzate dei barattoli con chiusura ermetica.

Grado di difficoltà:
Una forchetta su tre (bassa)

Se fosse un libro:

Il luogo più interessante era il torrente, a cui mia madre ci portava tutte le mattine, a prendere il sole e a diguazzare nell’acqua limpida mentre lei lavorava a maglia all’ombra di un salice. Lo si poteva guadare senza pericolo da sponda a sponda, e albergava animali mai visti. Sul fondo, strisciavano insetti neri che sembravano grosse formiche […]. A mezz’aria si libravano libellule meravigliose, dai riflessi turchini, metallici; metallico e meccanico era anche il loro ronzio. Erano piccole macchine da guerra: a un tratto calavano come dardi su un’invisibile preda. Sui lembi di sabbia asciutta correvano scarabei verdi, agilissimi, e si aprivano le trappole coniche dei formicaleoni. [Dal racconto Ranocchi sulla luna, p. 113]

Molti animali, dalle strutture più diverse, ostentano colori vivaci e hanno carni di sapore disgustoso, oppure sono velenosi: ad esempio i pesci dorati e le coccinelle, o rispettivamente le vespe e certi serpenti. I colori vistosi servono come segnali e avviso, affinché i predatori li riconoscano da lontano e, ammaestrati da precedenti esperienze, si astengano dall’assalirli. Esiste un parallelo comportamento umano? In generale, l’uomo nocivo tende piuttosto a confondersi entro la maggioranza, per sottrarsi all’identificazione; ma non fa così quando è o si sente superiore alla legge. [Dal racconto Romanzi dettati dai grilli, p. 126]

Pochi ingredienti, sostituibili a seconda dei gusti e da preparare in poco tempo: come quando si ha voglia di leggere qualcosa di breve e che può cambiare a seconda dell’ispirazione del momento. Come non pensare a una raccolta di racconti? In questo caso quelli contenuti in Ranocchi sulla luna (e altri animali), opera firmata Primo Levi e contenente un numeroso repertorio zoologico di fantasia e curiosità. Leggendo questi testi brevi si viene proiettati in un mondo di emozioni in cui non sono gli umani a parlare, ma le creature con le zampe. Ogni racconto impiega poco tempo di lettura – un po’ come la preparazione di queste friselle – ma ciascuno è in grado di trasmettere un messaggio unico e particolare. Da leggere, soprattutto per conoscere un “inedito” Primo Levi.

Ranocchi sulla luna e altri animali - P. Levi.jpg

Titolo: Ranocchi sulla luna e altri animali
Autore: Primo Levi
Editore: Einaudi
Lunghezza: 234 pagine
Prezzo: 12 euro
Trama: Gabbiani, giraffe, talpe, formiche, dromedari, elefanti, farfalle, scoiattoli, ragni, buoi, ranocchi, corvi, topi, chiocciole. Nelle pagine di Primo Levi gli animali non rappresentano una curiosità marginale o un divertimento accessorio, ma sono parte integrante del suo immaginario e della sua moralità: rappresentano un diverso modo di parlare delle scelte che ogni uomo deve affrontare. Primo Levi è affascinato dalle capacità con cui esseri d’ogni specie, compresi i parassiti, hanno risposto alle difficoltà dell’ambiente elaborando soluzioni ingegnose, quasi altrettante filosofie di vita. “Ci sono animali enormi e minuscoli, estremamente forti ed estremamente deboli, audaci e fuggitivi, veloci e lenti, astuti e sciocchi, splendidi e orrendi”, ma proprio uscendo dall’isola umana uno scrittore può scoprire una miniera di storie possibili, ricca di metafore, simboli, allegorie. Sino dalla fine degli anni Cinquanta Primo Levi ha dedicato loro racconti, articoli, interviste immaginarie e poesie, in cui ha messo a frutto l’acutezza delle sue osservazioni, e la curiosità di uno sguardo sorridente e pensoso, mai sentimentale o antropomorfo. L’insuperabile analista del “termitaio” del Lager si è rivelato anche un brillante zoologo ed etologo, capace di aprire al lettore orizzonti inconsueti.
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