Spazio agli scrittori emergenti: “Veronica, il musicista e l’introvabile nota” di Francesca E. Bianchi

“Un’intrigante sfida alla morale”: se dovessi descrivere in breve Veronica, il musicista e l’introvabile nota di Francesca E. Bianchi (edito nel 2017 da “Robin Edizioni”), userei proprio queste parole. Sin dall’inizio veniamo proiettati in un mondo in cui le vite dei giovani protagonisti si mescolano con il suono creato dal pianoforte. Tommaso ha sei anni, ma la sua tenera età non gli impedisce affatto di rimanere affascinato – e letteralmente catturato – da una musica che sente al di là delle mura di casa sua. Lui ancora non lo sa (o forse può solo cominciare ad immaginarlo), ma quella melodia, e soprattutto chi la suona, lo accompagneranno nel bene e nel male per tutta la vita, proprio come un sottofondo alla sua esistenza. Ma chi c’è dietro quel pianoforte che riesce ad arrivare fino a casa Roverni? La risposta è Veronica, una ragazzina di quattordici anni che ama i sandali di corda, i vestiti di colore bianco e la musica, tant’è che sarà proprio lei a dare le prime lezioni di piano al piccolo Tommaso, facendolo entrare in un mondo che alla fine non riuscirà più ad abbandonare.

Il mio reale obiettivo era solo quello di arrivare all’estate, andare in vacanza nella casa di campagna e trovare il coraggio di sedermi vicino a Veronica e suonare per lei. Volevo che fosse orgogliosa di me. Volevo che si innamorasse della mia musica e che provasse per me quello che io provavo per lei. Tutte le esibizioni e tutti i premi vinti durante quegli anni erano per me solo un motivo di conversazione, qualcosa di poco conto che mi doveva avvicinare al traguardo finale.

Galeotto fu il pianoforte e chi gli fece imparare a suonarlo, si potrebbe dire. E Veronica è quasi come un’incantatrice che, lezione dopo lezione, rende consapevole Tommaso della bravura che sta crescendo dentro di lui, sebbene inizialmente fatichi a rendersene conto. Il bambino diventa un ragazzo e il ragazzo si trasforma ben presto in un piccolo uomo: per questo in lui, oltre alla musica, si alimentano anche rabbia e impotenza, simbolo probabilmente del fatto che gli eventi cambiano e si evolvono, ma non come lui vorrebbe: soffre quando vede la “sua” Veronica con qualcun altro e la distanza appare come l’unica soluzione per dare tregua al suo stato d’animo. Ma questa scelta “suona” più come un “arrivederci” piuttosto che come un “addio”.

Fino a quel momento non avevo mai pensato seriamente alla sua età, ma quell’estate fui obbligato ad accorgermi che toccava i vent’anni e che non avrebbe mai badato ad un marmocchio come me.
Per tutta risposta, il giorno dopo, a lezione, iniziai a suonare. Suonavo per dimostrarle che io avevo qualcosa che quel ragazzo non aveva e non le avrebbe mai potuto dare: la musica. Lei fu piacevolmente sorpresa e mi ricoprì di complimenti non sapendo che quello che esprimevo con le mie note era solo rabbia. Rabbia e impotenza verso quel ragazzo che aveva qualcosa che io non potevo ricevere: il suo amore.

Tommaso abbandona presto la casa di campagna per la città e per le lezioni private con il maestro Luigi Bossola, ma nonostante questa lontananza fisica continua a essere acceso prepotentemente in lui l’affetto per una Veronica che non riesce affatto a dimenticare. Ogni scusa, però, è buona per ritornare al passato, soprattutto se quest’ultimo gli permette di vedere la ragazza e di ritrovare quel “contatto” che colma ogni sua mancanza. I protagonisti crescono e si evolvono insieme alla lettura: Tommaso si è sempre sentito più grande della sua età, ma questo non basta per trasformare i sentimenti di Veronica in qualcosa di caldo e autentico. Sembrano inafferrabili, quasi quanto quella nota di cui è alla ricerca ma che appare introvabile, e che non per niente è il titolo del romanzo.

Calpestavo l’erba cercando di convincermi che lui ormai era il passato e che i miei piedi avevano preso il posto dei suoi piedi, ma mi illudevo. Era diverso. Nessun passo mi avvicinava. Lei mi teneva sempre alla stessa distanza, oltre quella barriera che aveva alzato, e nonostante perseverassi nelle mie convinzioni non potevo non domandarmi cosa fosse stata per lei quella notte di Capodanno e se non la ritenesse solo un errore da cancellare dalla sua memoria.

Tommaso è nato per suonare e di questo ne è consapevole anche la sua prima maestra. Roverni diventa un nome importante nell’ambiente, un pianista di successo che esporta la sua arte e la sua “malinconia” in giro per le tournée. La sua fama, però, non riesce a far uscire Veronica dalla sua vita. Quasi come un’ossessione, infatti, nella testa di Tommaso non esiste altro volto che il suo: cerca il suo corpo e i suoi gesti nelle ragazze che incontra, ma tutte si rivelano essere solamente una brutta copia dell’originale. I due si attraggono e nello stesso tempo si respingono in un rapporto costantemente in bilico tra l’essere una calamita e una calamità, mentre ogni azione e gesto appare stonato o fuori tempo, come se i due non riuscissero affatto ad accordarsi l’uno all’altra. Le cose, però, sono destinate a cambiare, ed è proprio il destino che gioca con i protagonisti a mutare i loro ruoli: c’è una nuova nota che sembra suonare tra di loro.

Mi chiesi se non fosse una strega, capace con non so quale sortilegio, di farmi impazzire, cambiare la mia personalità, rendermi estraneo perfino a me stesso. Mi faceva vibrare l’anima, il cuore, la pelle, le mani.

Leggere Veronica, il musicista e l’introvabile nota è come guardare uno spartito: tra parole più o meno forti che rappresentano altrettante note gravi e acute, infatti, si sviluppano le storie e le esistenze dei protagonisti, coinvolti in alti e bassi che sfidano il concetto di normalità. Ma alla fine, cosa vuol dire la parola “normale”? La sfida di questo libro sta proprio nel tentativo di spiegare quanto non esistano concetti dati per assodati. Le cose non sono mai come sembrano e la storia che scrive Francesca E. Bianchi permette di comprendere prima di tutto che non ci sia niente di scontato, perfino nelle nostre convinzioni. Il protagonista Tommaso cresce e matura insieme alla lettura, e non è un caso che sia proprio un viaggio alla ricerca di se stesso (e al contempo di fuga) a gettargli luce su ogni cosa, ma anche a dargli la forza necessaria per affrontare un segreto che solo una scelta dettata dall’egoismo non ha voluto rivelargli. Questo è sicuramente un libro fuori dal comune, una lettura spiazzante che è in grado di far leva sulle nostre opinioni e di smantellarle una a una: tra citazioni sentite e una trama ponderata anche nel suo essere inaspettata, Veronica, il musicista e l’introvabile nota si inserisce sicuramente in quei romanzi che bisogna necessariamente leggere se si vuole aprire un confronto con noi stessi e i nostri princìpi, e da ultimo (ma non ultimo) rispondere alla domanda: si può soffrire per qualcuno che non è mai stato effettivamente nostro? 

Parole chiave:

  • Musica: Tommaso è un musicista e il pianoforte rappresenta una cartina di tornasole dei suoi stati d’animo. “L’arte nasce dalla sofferenza” si dice, e il protagonista sembra proprio farsi carico di questa frase attraverso la sua vita quasi sempre al limite, tra giusto e sbagliato.
  • Veronica: è un personaggio anomalo, quasi “disturbante”. Il lettore non sa se capirla o detestarla, ed i suoi comportamenti non aiutano affatto a prendere una scelta.
  • Segreti: punzecchiano il romanzo quasi a risvegliare il lettore dal torpore di una trama che sembra seguire la normalità. Una volta ultimata la lettura ci si chiede: anche io avrei fatto la stessa cosa?
  • Tematiche: questa non è solo la storia della vita di Tommaso e delle persone che la toccano, ma è anche una trama abitata da spunti di riflessione che ci fanno chiedere costantemente il nostro punto di vista. Che si tratti di semplici opinioni o di scelte di vita, è impossibile non lasciarsi trascinare all’interno della mente dei protagonisti.
  • Amore: ultimo, ma non per importanza. In Veronica, il musicista e l’introvabile nota è una componente importante, quasi fondamentale, soprattutto perché compare in tutte le sue sfumature: reale, familiare, puro, malato, amicale, profondo. Quanti tipi di amore esistono in una sola esistenza?

Voto: 5 segnalibri su 5

Veronica, il musicista e l'introvabile nota - Francesca E. Bianchi

Titolo: Veronica, il musicista e l’introvabile nota
Autore: Francesca E. Bianchi
Editore: Robin Edizioni
Lunghezza: 250 pagine
Prezzo: 14 euro
Trama: All’età di sei anni, dal dondolo nella casa di campagna dei suoi genitori, Tommaso scorge per la prima volta Veronica. L’incontro con questa giovane donna e la sua musica cambierà per sempre la sua vita e lo porterà a diventare precocemente un pianista di grande successo, capace di esibirsi in breve tempo sui più prestigiosi palchi nazionali e internazionali. La musica, i concerti e le tournée iniziano così a scorrere nella vita di Tommaso senza soluzione di continuità. Tuttavia nessuna nota, nessuna città e nessuna donna sembrano capaci di cancellare il ricordo indelebile di Veronica, dei suoi sandali di corda e dell’unica notte passata insieme. Inseguito da tale ricordo, Tommaso si troverà costretto a ritornare nella casa di campagna dei suoi genitori per affrontare una volta per tutte il suo passato e i suoi tormenti.
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