Appuntamento con l’autore: Virginia Woolf

Virginia Woolf

Immagine presa dal web

L’appuntamento con l’autore di oggi è tutto dedicato a Virginia Woolf, una donna che ha fatto delle donne il suo maggiore soggetto e destinatario.

Non c’è cancello, nessuna serratura, nessun bullone che potete regolare sulla libertà della mia mente.

Nata a Londra il 25 gennaio del 1882, ben centotrentasei anni fa, è stata una scrittrice, saggista e attivista britannica, protagonista di spicco del Novecento e soprattutto simbolo di innovazione e cambiamento. Adeline Virginia Stephen, questo il suo nome completo alla nascita, era figlia del critico letterario Leslie Stephen e della modella Julia Prinsep-Stephen. Come capitò a molte donne della sua epoca, le fu preclusa la possibilità di frequentare i luoghi etichettati come prettamente maschili e perciò di partecipare alle maggiori attività culturali, ecco perché lei e la sorella Vanessa ricevettero la loro istruzione dentro le mura di casa. Questo però non impedì a Virginia di essere una “self-made woman”, complice anche il fatto che godette di interessantissime lezioni private e anche della fornitissima biblioteca del padre. Insieme al fratello (in totale ne ebbe due, senza contare i fratellastri e le sorellastre del primo matrimonio dei genitori) fondò l’Hyde Park Gate News, un piccolo giornale familiare che raccoglieva soprattutto storie inventate, per poi raggiungere con il tempo anche il circolo intellettuale Bloomsbury Group e un supplemento letterario del Times. La sua più grande fortuna fu quella di crescere in una famiglia particolarmente “elastica” e culturalmente attiva: attraverso le letture e le pubblicazioni, infatti, entrò in contatto con personaggi del calibro di James Joyce, Jane Austen, George Eliot, le sorelle Brontë, Italo Svevo e Sigmund Freud, delle personalità che influenzarono fortemente anche la sua scrittura.

L’unico consiglio che una persona può dare a un’altra sulla lettura è di non accettare consigli, di seguire il proprio istinto, di usare la propria testa, di arrivare alle proprie conclusioni.

Nella sua vita ebbe delle sentitissime storie d’amore con donne che presero vita tra le pagine della sua attività letteraria, ma nel 1912 sposò ufficialmente Leonard Woolf, un attivista politico grazie al quale si avvicinò ai gruppi delle Suffragette e si fece portavoce di importanti questioni del periodo. Probabilmente fu proprio in questi anni che maturò i suoi ideali femminili e rifletté sulla situazione maschilista della società in cui viveva, un tema che ha riportato soprattutto in opere come Una stanza tutta per sé (1929), un saggio-studio sulla storia letteraria della donna e la necessità di renderla partecipe della cultura a tutti gli effetti, e Orlando (1928), uno scritto dedicato al suo rapporto sentimentale tormentato con la poetessa Vita Sackville-West e strutturato secondo una biografia che copre quattro secoli diversi. Oltre a questi testi, di Virginia Woolf si ricordano anche La signora Dalloway (1925), Gita al faro (1927), Le onde (1931), Tra un atto e l’altro (1941), ma anche saggi e racconti brevi come Il lettore comune (1925-32) e Una società (1921), Il nuovo abito (1924), Una casa infestata (1944). Sulla scia di Proust e Joyce riuscì ad elaborare uno stile di scrittura unico nel suo genere che ancora oggi la rendono un’autrice profondamente “moderna”: non solo per quanto riguarda la sua prosa lirica ed elaborata, ma anche per quello che viene chiamato “flusso di coscienza”, ossia una tecnica di dialogo interiore che fa leva soprattutto sulla psicologia e l’essenza di ogni personaggio che porta in vita nelle sue pagine.

Ognuno ha il proprio passato chiuso dentro di sé come le pagine di un libro imparato a memoria e di cui gli amici possono solo leggere il titolo.

Scrittrice indipendente e sagace, ma anche intimamente fragile: a partire dal precoce lutto della madre con la quale ebbe un forte legame, fino a passare alla perdita del padre e agli abusi dei fratellastri, la Woolf passò anche un’esistenza piuttosto turbata a livello psicologico, vittima spesso di nevrosi e di disturbi bipolari. Queste “ferite” sono emerse prepotentemente anche nelle sue opere, quasi sempre combattute tra forza e dolore, vita e morte. Come uno scricchiolio di foglie secche su un prato verde, così è stata anche la sua personalità: anticonformista, poetica e sentimentale, perfettamente capace di unire le inquietudini e le difficoltà di un sistema sociale votato alla diseguaglianza con un’esistenza sempre vissuta nel massimo della sua libertà. Questo anche nel giorno della sua morte quando, riempiendosi le tasche di sassi, si lasciò affogare nel fiume Ouse, senza però dimenticare l’affetto per il marito a cui dedicò un ultimo e toccante ricordo d’addio. Aveva 59 anni.

Carissimo, sono certa di stare impazzendo di nuovo. Sento che non possiamo affrontare un altro di quei terribili momenti. E questa volta non guarirò. Inizio a sentire voci, e non riesco a concentrarmi. Perciò sto facendo quella che sembra la cosa migliore da fare. Tu mi hai dato la maggiore felicità possibile. Sei stato in ogni modo tutto ciò che nessuno avrebbe mai potuto essere. Non penso che due persone abbiano potuto essere più felici fino a quando è arrivata questa terribile malattia. Non posso più combattere. So che ti sto rovinando la vita, che senza di me potresti andare avanti. E lo farai lo so. Vedi non riesco neanche a scrivere questo come si deve. Non riesco a leggere. Quello che voglio dirti è che devo tutta la felicità della mia vita a te. Sei stato completamente paziente con me, e incredibilmente buono. Voglio dirlo – tutti lo sanno. Se qualcuno avesse potuto salvarmi saresti stato tu. Tutto se n’è andato da me tranne la certezza della tua bontà. Non posso continuare a rovinarti la vita. Non credo che due persone possano essere state più felici di quanto lo siamo stati noi.

Qui di seguito ho deciso di riportare una selezione di alcune opere scritte da Virginia Woolf  (per consultare la lista completa potete cliccare su questo link):

• La crociera (acquistabile qui al prezzo di 6 euro)
Trama: La crociera è stata definita la “storia di un rito di passaggio”, un romanzo di formazione al femminile in cui la protagonista s’inoltra in un viaggio che è al tempo stesso scoperta della propria identità di donna e d’artista e confronto col mondo. Primo vero romanzo della Woolf, anticipa già molti dei motivi che si ritroveranno nella narrativa della maturità: il tema dell’artista e del suo rapporto col mondo, lo scarto tipicamente modernista tra il piano dell’esperienza esterna e quello dell’avventura interiore, l’ironia nei confronti delle convenzioni sociali. Sul piano formale ha inizio la ricerca di colmare il vuoto lasciato da convenzioni narrative ormai incapaci di esprimere una nuova visione del mondo e sono proposte nuove forme espressive.

La crociera - V. Woolf

• La stanza di Jacob (acquistabile qui al prezzo di 14,25 euro)
Trama: Il libro comincia sulla spiaggia dinanzi al faro e allo spettacolo delle onde (due immagini alle quali Virginia Woolf dedicherà altrettanti romanzi). La stanza di Jacob non è infatti uno spazio chiuso. È piuttosto quel mare aperto alla sperimentazione di ipotesi e smentite, supposizioni e ripensamenti che caratterizzano la tecnica del punto di vista: ciò che sappiamo di Jacob è ciò che gli altri vedono in lui, ciò che di lui pensano. Ma chi è, e com’è Jacob realmente? “Un bambino ostinato” lo definisce sua madre. “Un uomo e dunque pericoloso” per la signora che deve condividere con lui lo scompartimento del treno ma che ben presto si ravvede: “Rassicurante, giovane, indifferente, inconsapevole – e per quanto riguardava l’aggredire qualcuno… No!, no, no!”. Di fronte al mondo, Jacob non conosce altra forma di sé se non quella che si crea da solo: “Sono quello che sono, e intendo esserlo”. Jacob è reale in quanto eroe del romanzo che lo riguarda, scritto a più voci e attraverso gli occhi altrui; ma a emergere in superficie, come in questo caso, è la voce stessa dell’autrice che all’eroe deve vita e sostanza. Jacob studente a Cambridge, Jacob innamorato in Grecia, Jacob ventenne, indifferente o pronto a fare a pugni per un’idea, si lascia alle spalle proprio quella stanza che Virginia Woolf rivendicherà tutta per sé più tardi. Quel che resta di Jacob, dei suoi anni di apprendistato alla vita, è il lirismo di Virginia Woolf; i romanzi e saggi che ancora alimenterà; una lucida avversione per la guerra, intervenuta anche nel periodare woolfiano, che nel penultimo capitolo si fa frammentario, caotico, più ansioso, prima della resa.

La stanza di Jacob - V. Woolf

• La signora Dalloway (acquistabile qui al prezzo di 7,65 euro)
Trama: Un mercoledì di metà giugno del 1923 Clarissa Dalloway, moglie di un deputato conservatore alla Camera dei Lords, esce per comprare dei fiori per la festa che la sera riunirà nella sua casa una variopinta galleria di personaggi. Tra gli altri: Peter Walsh, l’amante respinto, appena tornato dall’India, e l’amica tanto amata, più di ogni uomo, Sally Seton. Per le strade di Londra passeggia anche Septimus Warren Smith, il deuteragonista del romanzo. Nulla sembra legare i due, se non la città di Londra. Clarissa ha cinquant’anni, è ricca. Septimus ne ha appena trenta, è povero e traumatizzato dall’esperienza feroce e violenta della guerra, in cui ha perduto non solo l’amico Evans, ma ogni pace. Eppure i due, senza mai incontrarsi, semplicemente sfiorando gli stessi luoghi, comunicano. Con sapienza straordinaria Virginia Woolf, giunta con questo al suo quarto romanzo, tesse il filo sottile di corrispondenze, echi, emozioni che creano un’opera di grande intensità. Dove un uomo e una donna sconosciuti l’uno all’altra sono accomunati dallo stesso amore e terrore della vita, che li porterà, nell’accettazione (femminile) o nel rifiuto (maschile), ad affermarne comunque l’inestimabile valore.

La signora Dalloway - V. Woolf

• Gita al faro (acquistabile qui al prezzo di 6,80 euro)
Trama: In una sera del settembre del 1914, la famiglia Ramsay, in vacanza in una delle isole Ebridi, decide di fare l’indomani una gita al faro con alcuni amici. Per James, il figlio più piccolo, quel luogo è una meta di sogno, denso di significati e di misteri. La gita viene però rimandata per il maltempo. Passano dieci anni, la casa va in rovina, molti membri della famiglia sono morti. I Ramsey sopravvissuti riescono a fare la gita al faro, mentre una delle antiche ospiti finisce un quadro iniziato dieci anni prima. Passato e presente si intrecciano, il tempo assume un diverso significato.

Gita al faro - V. Woolf

• Orlando (acquistabile qui al prezzo di 8,50 euro)
Trama: Orlando è stato scritto nel 1928 e dedicato alla poetessa (e grande giardiniera) Vita Sackville-West, di cui per un certo periodo Virginia Woolf fu amante, tanto da far dire al figlio di Vita Sackville-West che questo romanzo è «la più lunga lettera d’amore della storia». Al centro della narrazione le mirabolanti avventure di Orlando, giovane e melanconico cortigiano dell’epoca di Elisabetta I, il quale nel corso di quasi quattro secoli non solo si troverà a vivere diverse vite, in varie e suggestive epoche storiche, ma anche a cambiare sesso, diventando così una donna, dopo un sonno di sette giorni consecutivi, in quel di Istanbul. Aggregata a una carovana di zingari, avrà modo poi di tornare a Londra, rivivendo così dapprima le atmosfere di inizio Settecento, dei tempi della regina Anna, e in seguito del Romanticismo, fino ai primordi degli anni venti del Novecento, sempre all’inseguimento del vero amore e del senso profondo della poesia.

Orlando - V. Woolf

• Le onde (acquistabile qui al prezzo di 9 euro)
Trama: Sei amici si alternano in un monologo. Nei loro soliloqui “dicono” fatti e vite, e “pensano” riflessioni e sogni: la scuola e i giochi, i segreti e gli abbandoni, le rispettive famiglie e i desideri. Le voci si confondono in un unico fiato, come un’onda che racconta l’esistenza di ciascuno dei sei, e non solo la loro. Le onde sono la forma di questo romanzo: le onde del mare, della luce, del tempo, dell’emozione, dei gesti e dei dolori.

Le onde - V. Woolf

• Tra un atto e l’altro (acquistabile qui al prezzo di 12,32 euro)
Trama: Una mattina d’aprile del 1941 Virginia Woolf usciva di casa e si dirigeva come per una passeggiata verso il vicino fiume Ouse. A cinquantanove anni, la più grande scrittrice del Novecento aveva scelto di spegnere nel silenzioso fluire delle acque la tensione ormai insostenibile della sua esistenza. Sulla scrivania, due lettere di congedo e l’ultimo romanzo, “Tra un atto e l’altro”, il più rarefatto e insieme il più struggente dei suoi capolavori. Tra un atto e l’altro di un’ingenua rappresentazione dilettantesca in un paese della campagna d’Inghilterra, si liberano i “momenti dell’essere” più squisitamente woolfiani: gli uomini, gli spettatori della vita, sono colti nel loro stato di protagonisti. Rigurgiti ansiosi, voluttuose fantasticherie, accensioni di desiderio, guizzi di rivolta, sottomissioni, monologanti lirismi percorrono un tempo neutro, un’ora zero della vita, e confluiscono in un unico stream che si oppone con fluida, magnetica tenacia alla tragica, banale fissità degli avvenimenti rappresentati. “Tra un atto e l’altro” è il romanzo del presente, del mobile, del fuggevole, del frammentario che anela a comporsi in unità, in una compiuta polifonia.

Tra un atto e l'altro - V. Woolf

• Una stanza tutta per sé (acquistabile qui al prezzo di 10,20 euro)
Trama: Splendido esempio di saggio narrativo, “Una stanza tutta per sé affronta” – in modo ironico e pieno di vita, di ragione e senso critico nutrito dalla forza delle emozioni – il tema della creatività femminile. In toni amari e risentiti contro i privilegi maschili, Virginia Woolf esprime una genuina indignazione per il ruolo subalterno cui era costretta la donna del suo tempo, e in particolare la donna intellettuale. Lucida analisi dell’essere scrittrice in una società le cui convenzioni riducono la donna al ruolo di madre, sorella o figlia, la Woolf va alla ricerca di un punto di equilibrio interiore, di un momento di bellezza e verità assolute, intessendo un colloquio ideale con grandi scrittori.

Una stanza tutta per sé - V. Woolf

• Il lettore comune (acquistabile qui al prezzo di 7,80 euro)
Trama: I lettori comuni siamo tutti noi. Ma lettrice comune si autodefinisce anche nella breve introduzione Virginia Woolf, che qui affronta la lettura di buona parte della letteratura inglese libera dai condizionamenti che potrebbero influenzare qualunque addetto ai lavori. La Woolf si interroga sul compito del lettore, ma anche su quello dello scrittore, del recensore e del critico.

Il lettore comune - V. Woolf

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