APPUNTAMENTO CON L'AUTORE

Kazuo Ishiguro

Kazuo Ishiguro
Immagine presa dal web

La sua scrittura è stata descritta come in grado di “aver rivelato l’abisso al di sotto del nostro senso illusorio di connessione col mondo, in romanzi di grande forza emotiva” e lui è Kazuo Ishiguro, lo scrittore giapponese (naturalizzato britannico) che  nel 2017 ha vinto il Nobel per la Letteratura, il celebre premio che tutti gli anni, l’Accademia Svedese, assegna a diversi ambiti disciplinari. Ma precisamente, chi è questo autore? Ebbene, Ishiguro nasce l’8 novembre del 1954 a Nagasaki, la città giapponese che tutti conoscono per i risvolti negativi della Seconda guerra mondiale. Nel 1960, insieme alla sua famiglia, decide di lasciare il Giappone e trasferirsi in Inghilterra, non dimenticando però il suo forte legame con le tradizioni e la cultura della sua patria natia. Qui, oltre a cominciare il suo percorso di studi che culminerà con una laurea in Filosofia e Letteratura all’università del Kent nel 1978, conosce anche una forte passione per la scrittura, la quale lo porterà a partecipare a dei corsi creativi – con rinomati insegnanti del calibro di M. Bradbury e A. Carter – e quindi a gestire e raffinare quella che da lì a poco si sarebbe trasformata in una vera e propria professione. 

Con una prosa sorvegliatissima, appresa leggendo Cechov e altri classici europei dell’Ottocento, facendo leva su poeticissime metafore, lo scrittore fissa le speranze e le paure di antieroi quasi sempre incapaci di fare davvero i conti con la realtà, costretti a sopravvivere aggrappandosi a sbiaditi ricordi. (…) Un’apparente cesura si produce nella produzione tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del nuovo secolo, quando Ishiguro inizia a esplorare nuovi territori. Il narratore si apre, almeno in apparenza, alla dimensione della favola spesso nera dell’utopia negativa di cui furono maestri Huxley e Orwell, affrontando le scomodissime domande poste dagli inarrestabili progressi dall’ingegneria genetica.

Pur scegliendo di scrivere in inglese, nei suoi primi romanzi (A pale view of hills del 1982 e An artist of the floating world del 1986, tradotti in italiano solamente negli anni ’90 con i titoli Un pallido orizzonte di colline e Un artista del mondo fluttuante) Kazuo Ishiguro mantiene ancora un’atmosfera giapponese piuttosto marcata, con resoconti particolarmente evocativi e toni quasi tragici. La sua “crescita inglese” comincia a notarsi soprattutto nei testi successivi: ai precedenti, seguono Gli Inconsolabili (1995), Quando eravamo orfani (2000), la raccolta di racconti intitolata Notturni. Cinque storie di musica e crepuscolo (2008). Ogni testo di Ishiguro ha goduto di successo e riconoscimenti, ma i suoi romanzi più famosi sono sicuramente Quel che resta del giorno (scritto nel 1989, grazie al quale ha vinto il Premio Booker nello stesso anno) e Non lasciarmi (del 2005, vincitore del Premio letterario Merck Serono, finalista al Man Booker Prize e inserito dal Time nella classica dei migliori romanzi in lingua inglese pubblicati tra 1923 e il 2005), testi dai quali sono stati anche ricavati dei film di altrettanto clamore. La penna di Ishiguro è capace di toccare una rara sensibilità, forse è anche questo il motivo per cui i temi più ricorrenti nelle sue storie sono il destino e i sentimenti umani (soprattutto nelle loro sfaccettature più malinconiche). La sua ultima fatica letteraria è Il gigante sepolto, una storia che ripercorre il passato in compagnia di creature fantastiche e pubblicato nel 2015 per Einaudi.

Per saperne di più

Titolo: Quel che resta del giorno
Autore: Kazuo Ishiguro
Editore: Einaudi
Lunghezza: 276 pagine
Prezzo: 12 euro
Trama: La prima settimana di libertà dell’irreprensibile maggiordomo inglese Stevens diventa occasione per ripensare la propria vita spesa al servizio di un gentiluomo moralmente discutibile. Stevens ha attraversato l’esistenza spinto da un unico ideale: quello di rispettare una certa tradizione e di difenderla a dispetto degli altri e del tempo. Ma il viaggio in automobile verso la Cornovaglia lo costringe ben presto a rivedere il suo passato, cosi tra dubbi e ricordi dolorosi egli si accorge dì aver vissuto come un soldato nell’adempimento di un dovere astratto senza mai riuscire ad essere se stesso. Si può cambiare improvvisamente vita e ricominciare daccapo?
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9 risposte a "Kazuo Ishiguro"

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