Appuntamento con l’autore: Kazuo Ishiguro

Kazuo Ishiguro

Immagine presa dal web

La sua scrittura è stata descritta come in grado di “aver rivelato l’abisso al di sotto del nostro senso illusorio di connessione col mondo, in romanzi di grande forza emotiva” e lui è Kazuo Ishiguro, lo scrittore giapponese (naturalizzato britannico) che quest’anno ha vinto il Nobel per la Letteratura, il celebre premio che tutti gli anni, l’Accademia Svedese, assegna a diversi ambiti disciplinari. Ma precisamente, chi è questo autore? Ebbene, Ishiguro nasce l’8 novembre del 1954 a Nagasaki, la città giapponese che tutti conoscono per i risvolti negativi della Seconda guerra mondiale. Nel 1960, però, insieme alla sua famiglia, decide di lasciare il Giappone e trasferirsi in Inghilterra, non dimenticando però il suo forte legame con le tradizioni e la cultura della sua patria natia. Qui, oltre a cominciare il suo percorso di studi che culminerà con una laurea in Filosofia e Letteratura all’università del Kent nel 1978, conosce anche una forte passione per la scrittura, la quale lo porterà a partecipare a dei corsi creativi (con rinomati insegnanti del calibro di M. Bradbury e A. Carter) e quindi a gestire e raffinare quella che da lì a poco si sarebbe trasformata in una vera e propria professione. 

«Con una prosa sorvegliatissima, appresa leggendo Cechov e altri classici europei dell’Ottocento, facendo leva su poeticissime metafore, lo scrittore fissa le speranze e le paure di antieroi quasi sempre incapaci di fare davvero i conti con la realtà, costretti a sopravvivere aggrappandosi a sbiaditi ricordi. (…) Un’apparente cesura si produce nella produzione tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del nuovo secolo, quando Ishiguro inizia a esplorare nuovi territori. Il narratore si apre, almeno in apparenza, alla dimensione della favola spesso nera dell’utopia negativa di cui furono maestri Huxley e Orwell, affrontando le scomodissime domande poste dagli inarrestabili progressi dall’ingegneria genetica.»

Pur scegliendo di scrivere in inglese, nei suoi primi romanzi (A pale view of hills del 1982 e An artist of the floating world del 1986, tradotti in italiano solamente negli anni ’90 con i titoli Un pallido orizzonte di colline e Un artista del mondo fluttuante) Kazuo Ishiguro mantiene ancora un’atmosfera giapponese piuttosto marcata, con resoconti particolarmente evocativi e dai toni quasi tragici. La sua crescita “inglese” comincia a notarsi soprattutto nei testi successivi: ai precedenti, infatti, seguono Gli Inconsolabili (1995), Quando eravamo orfani (2000), la raccolta di racconti intitolata Notturni. Cinque storie di musica e crepuscolo (2008). Ogni testo di Ishiguro ha goduto di successo e riconoscimenti, ma i suoi romanzi più famosi sono sicuramente Quel che resta del giorno (scritto nel 1989, grazie al quale ha vinto il “Premio Booker” nello stesso anno) e Non lasciarmi (del 2005, vincitore del “Premio letterario Merck Serono”, finalista al “Man Booker Prize” e inserito dal Time nella classica dei migliori romanzi in lingua inglese pubblicati tra 1923 e il 2005), testi dai quali sono stati anche ricavati dei film di altrettanto clamore. La penna di Ishiguro è capace di toccare una rara sensibilità, forse è anche per questo che i temi più ricorrenti nelle sue storie sono il destino e i sentimenti umani (soprattutto nelle loro sfaccettature più malinconiche). La sua ultima fatica letteraria è Il gigante sepolto, una storia che ripercorre il passato in compagnia di creature fantastiche e pubblicato nel 2015 per Einaudi.

Per saperne di più:

Un pallido orizzonte di colline - K. Ishiguro

Titolo: Un pallido orizzonte di colline
Editore: Einaudi
Lunghezza: 178 pagine
Prezzo: 11 euro
Trama: Viene il momento per Etsuko, vedova giapponese che vive in Inghilterra, di levare lo sguardo dal presente doloroso e sofferto, per cercare in un altrove lontano un senso e una ragione. Ossessionata dal suicidio della figlia Keiko, Etsuko spinge il pensiero a Nagasaki subito dopo la guerra, dove nel deserto dei sopravvissuti maturava la sua gravidanza turbata. In questo percorso a ritroso nel tempo, Etsuko ricompone la storia parallela di Sachiko e della sua tormentata bambina: Butterfly come tante, Sachiko aspetta un amore, una partenza che non arriverà mai, mentre sua figlia affonda nell’angoscia di ricordi troppo crudi. Non ci sono spiegazioni o epifanie in questo racconto poetico e disadorno, che suggerisce più di quanto sveli; tutto resta sospeso e irrisolto.
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Un artista del mondo fluttuante - K. Ishiguro

Titolo: Un artista del mondo fluttuante
Editore: Einaudi
Lunghezza: 204
 pagine
Prezzo: 9,50 euro
Trama: Ono, narratore e protagonista della vicenda, è stato in gioventù un pittore famoso, ma al mondo estetizzante dell’arte per l’arte aveva preferito quello più concreto del dovere verso la patria, legando così la sua sorte a quella del nascente nazionalismo giapponese. Nel dopoguerra, però tutto è cambiato. Ono ripercorre con un senso di incredulità e incertezza le tappe della sua vita, mentre nel romanzo si intrecciano i temi che lo hanno segnato: l’arte, la politica, l’ambizione, l’incomprensione tra generazioni.
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Quel che resta del giorno - K. Ishiguro

Titolo: Quel che resta del giorno
Editore: Einaudi
Lunghezza: 276 pagine
Prezzo: 12 euro
Trama: La prima settimana di libertà dell’irreprensibile maggiordomo inglese Stevens diventa occasione per ripensare la propria vita spesa al servizio di un gentiluomo moralmente discutibile. Stevens ha attraversato l’esistenza spinto da un unico ideale: quello di rispettare una certa tradizione e di difenderla a dispetto degli altri e del tempo. Ma il viaggio in automobile verso la Cornovaglia lo costringe ben presto a rivedere il suo passato, cosi tra dubbi e ricordi dolorosi egli si accorge dì aver vissuto come un soldato nell’adempimento di un dovere astratto senza mai riuscire ad essere se stesso. Si può cambiare improvvisamente vita e ricominciare daccapo?
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Non lasciarmi - K. Ishiguro

Titolo: Non lasciarmi
Editore: Einaudi
Lunghezza: 304 pagine
Prezzo: 13 euro
Trama: Kathy, Tommy e Ruth vivono in un collegio, Hailsham, immerso nella campagna inglese. Non hanno genitori, ma non sono neppure orfani, e crescono insieme ai compagni, accuditi da un gruppo di tutori, che si occupano della loro educazione. Fin dalla più tenera età nasce fra i tre bambini una grande amicizia. La loro vita, voluta e programmata da un’autorità superiore nascosta, sarà accompagnata dalla musica dei sentimenti, dall’intimità più calda al distacco più violento. Una delle responsabili del collegio, che i bambini chiamano semplicemente Madame, si comporta in modo strano con i piccoli. Anche gli altri tutori hanno talvolta reazioni eccessive quando i bambini pongono domande apparentemente semplici. Cosa ne sarà di loro in futuro? Che cosa significano le parole “donatore” e “assistente”? E perché i loro disegni e le loro poesie, raccolti da Madame in un luogo misterioso, sono così importanti? Non lasciarmi è prima di tutto una grande storia d’amore. È anche un romanzo politico e visionario, dove viene messa in scena un’utopia al rovescio che non vorremmo mai vedere realizzata. È uno di quei libri che agiscono sul lettore come lenti d’ingrandimento: facendogli percepire in modo intenso la fragilità e la finitezza di qualunque vita.
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Notturni - K. Ishiguro

Titolo: Notturni. Cinque storie di musica e crepuscolo
Editore: Einaudi
Lunghezza: 192 pagine
Prezzo: 10 euro
Trama: Il “notturno” in musica è una composizione di carattere lirico e melodico, veicolo di atmosfere sognanti e sentimenti ambivalenti, e in senso ampio ispirata alla notte. Nei cinque racconti di questa raccolta prevale l’ambientazione notturna delle scene cardine, la qualità onirica e comunque surreale delle vicende e soprattutto quell’alternanza di toni lievi e toni gravi che contraddistingue anche il genere musicale. Una sinestesia quasi perfetta dunque. Ma con un’importante eccezione: se il rigore della costruzione di parole in Ishiguro assorbe e maschera pressoché del tutto le tempeste della vita, è nel rapporto dei protagonisti di Notturni con la musica che il disagiò si rivela. Il crooner del primo racconto, per esempio, uno di quei vecchi cantanti melodici americani ormai fuori moda, ha alle spalle un passato di successi di cui vorrebbe tanto trattenere qualche brandello. La serenata – ovviamente notturna – che dedica alla moglie a bordo di una gondola, sembrerebbe il romantico pegno d’amore di un gentiluomo d’altri tempi ed è invece il primo atto di una cinica (e un po’ ridicola) operazione di restyling.
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